“Speriamo di vederlo uscire oggi”.
Lo dicevano questa mattina, seduti su una panchina davanti a San Vittore, due fan di 14 anni arrivati per vedere Tony Boy. E alla fine è andata come speravano: il trapper ha lasciato il carcere, anche se per andare ai domiciliari nella casa dei genitori a Padova.
La gip Chiara Valori ha infatti convalidato l’arresto e disposto una misura cautelare meno grave ritenendo che il contesto familiare fosse “maggiormente protetto e controllato”. Una decisione arrivata dopo che il 26enne, all’anagrafe Antonio Hueber, aveva raccontato alla giudice la sua versione: la pistola comprata su Telegram per sentirsi più al sicuro dopo un furto in casa, la droga per uso personale, perché spiega che fa parte della sua vita e di esserne dipendente da quando è adolescente.
“La pistola l’ho acquistata io in un gruppo Telegram da cui acquisto anche la chetamina”, ha raccontato il trapper, precisando però di non averla mai usata. A proposito delle 48 munizioni trovate nell’abitazione, ha spiegato che quelle calibro 6.35 erano state acquistate insieme all’arma, mentre le altre le avrebbe comprate “per fare un video musicale che poi non è mai stato pubblicato”.
Una spiegazione che non ha fatto venir meno per la gip il pericolo di reiterazione legato alla pistola. Anche se incensurato, scrive la giudice, “è del tutto evidente che egli è in contatto con ambienti criminali di spessore” nei quali “è possibile acquistare un’arma clandestina”. Diversa la valutazione sulla droga. I circa 4 grammi di cocaina, gli 8 di hashish e quasi un grammo di marijuana trovati tra auto e abitazione sono stati ritenuti compatibili con l’uso personale e non hanno portato all’applicazione di una misura cautelare per l’accusa di spaccio.
“Lo stupefacente che è stato trovato è sempre mio”, ha dichiarato Tony Boy, spiegando di usare le sostanze per “reggere i ritmi della vita notturna”. E anche il bilancino trovato in casa, secondo la sua versione, serviva “per pesare la mia dose per non rischiare di assumerne una eccessiva”.
“Non ho mai venduto o ceduto a terzi sostanze stupefacenti”, ha detto. Per la giudice, dunque, non ci sono elementi sufficienti per una misura cautelare sul fronte dello spaccio. Resta invece quella per la pistola, per la quale la pm Sara Ombra aveva chiesto il carcere. Gli impegni lavorativi del trapper, con concerti già fissati nelle prossime settimane, non fanno venir meno la misura: secondo la gip potranno eventualmente essere valutate “le necessarie autorizzazioni” per consentirgli di lavorare, sulla base di specifiche richieste della difesa.
Fuori da San Vittore, intanto, i due ragazzini aspettavano proprio quello che poi è successo. “Ci spiace molto, speriamo che da questo sbaglio lui possa imparare, anche perché ha una bambina”, avevano detto prima della decisione.
Ora a casa da mammà invece di cocaina hashish marijuana e ketamina un bel tazzone di latte con i corn-flakes, e al posto della pistola un bel yo-yo.
Che bravo ragazzo, un esempio per le giovani generazioni.
(Fonte: ANSA)

