Dopo aver già colpito in diverse città del Nord Italia, una 57enne italiana è stata denunciata a Trento per essersi rifiutata di pagare un conto da oltre cento euro al ristorante Zushi di via Brennero. La donna, palesemente alterata e già nota alle forze dell’ordine per episodi simili, ha reagito all’invito di saldare il conto insultando il personale e i clienti presenti nel tentativo di provocare uno scontro fisico. A riportare la notizia è stato il Corriere della Sera.
L’intervento della Questura, giunta sul luogo verso le 22, si è concluso con tre provvedimenti a carico della 57enne: insolvenza fraudolenta per il conto non pagato, resistenza e oltraggio a pubblico ufficiale per l’atteggiamento tenuto con gli agenti e una sanzione amministrativa per ubriachezza molesta.
Una tecnica seriale più che rodata
La vicenda di Trento è solo l’ultima di un comportamento ricorrente avuto tra Brescia, Piemonte, Alto Adige e il lago di Garda, finito anche al centro di un servizio del programma Rai La vita in diretta. Il meccanismo messo in atto dalla donna ha come bersaglio da anni ristoranti, hotel e B&B: usufruire di pasti o soggiorni per poi rifiutarsi di pagare inventando scuse, lamentando una scarsa qualità del servizio o sostenendo di non avere con sé contanti. Nel caso delle strutture ricettive, per le prenotazioni sarebbero stati impiegati perfino falsi bonifici, con un presunto coinvolgimento anche della figlia.
La denuncia fermerà la donna? O tenterà il colpaccio, magari ordinando un chilo di caviale in camera in un hotel superlusso?
(Fonte: Openonline)

