Venezia, cinque pick-pocket fermate a Rialto: tre mostrano le ecografie delle gravidanze già pronte nello zaino per non farsi arrestare

Cinque donne già note alle forze dell’ordine sono state bloccate dalla polizia. Tre erano incinte, due non potevano tornare a Venezia. Ma l’hanno fatto comunque, se ne sbattono delle leggi della Repubblica Italiana.

Cinque presunte borseggiatrici(!), tutte già conosciute dalle forze dell’ordine per precedenti legati a furti e borseggi, sono state fermate dalla polizia nel cuore di Venezia, tra il ponte di Rialto e campo San Bartolomeo. Due sono minorenni, mentre le altre tre sono adulte e in stato di gravidanza.

A insospettire gli agenti del commissariato San Marco è stato il comportamento del gruppo. Durante uno dei servizi organizzati contro i furti ai danni dei visitatori, i poliziotti hanno notato le cinque donne osservare con particolare attenzione borse e zaini di alcuni turisti.

Secondo la ricostruzione della polizia, sembravano seguire i movimenti delle possibili vittime e concentrarsi sui loro effetti personali. Gli agenti hanno quindi deciso di intervenire prima che venisse messo a segno un eventuale furto e hanno accompagnato tutte in Questura per gli accertamenti.

Le tre donne incinte avevano le ecografie già pronte nello zaino

Una volta negli uffici della polizia, le tre maggiorenni hanno mostrato i documenti medici che attestavano la gravidanza. Le ecografie erano state portate direttamente negli zaini e sono state esibite durante le procedure di identificazione.

Per due delle donne è emerso anche un altro elemento. Entrambe erano destinatarie di un foglio di via che vietava loro di rientrare nel Comune di Venezia. Avendo violato il provvedimento, sono state denunciate a piede libero.

Anche la terza adulta era stata in passato raggiunta da un analogo divieto, ma la misura era scaduta il 6 agosto. La Questura ha annunciato che procederà con il rinnovo del provvedimento.

Una decisione diversa è stata adottata per le due minorenni presenti nel gruppo. Dopo gli accertamenti sull’età, entrambe sono state accompagnate in strutture dedicate e affidate a comunità per minori.

Borseggi a Venezia, controlli rafforzati nelle zone turistiche (inutili)

L’intervento si inserisce nell’attività di contrasto ai borseggi nelle aree più frequentate del centro storico veneziano, dove turisti e pendolari rappresentano spesso gli obiettivi privilegiati dei gruppi specializzati nei furti.

Sul fenomeno si era concentrata anche una vasta indagine dei carabinieri che, nel novembre scorso, aveva portato a 23 misure cautelari. Gli investigatori avevano ricostruito numerosi episodi e i collegamenti tra gruppi attivi tra calli, ponti, stazioni e mezzi pubblici.

Una parte del procedimento si è conclusa a maggio con quattro patteggiamenti, mentre per altri indagati è stato disposto il processo. Le ulteriori posizioni rinviate a giudizio saranno affrontate a settembre.

Non cambierà nulla. Ricominceranno a derubare i turisti, danneggiando soprattutto l’immagine dell’Italia nel mondo.

(Fonte: Baritalianews)

Da Nicola Gallo

Partenopeo, diploma di Maturità Classica (Lic.Stat. G.B.Vico), Laurea in Scienze Politiche conseguita presso l'Università degli Studi di Napoli Federico II. Frequentazione parziale di Belle Arti. "Per aspera ad Astra, ad Astra ad Infinitum". Informare è un dovere, è un diritto. Informare ed essere informati, per il bene di tutti.