Un pugno dietro la nuca, poi una spinta.
Un anziano di 69 anni, è finito giù da tre gradini battendo la testa. A ridurre in prognosi riservata l’uomo, con un grave ematoma cerebrale e un polso rotto, sarebbe stato un gruppo di ragazzetti, «appena adolescenti» dicono i testimoni che hanno soccorso la vittima del pestaggio. A ricostruire quanto accaduto, e soprattutto a cercare di capire chi è stato e perché, è stata la Polizia di Frontiera di Ventimiglia.
In prognosi riservata
I fatti si sono svolti in una piccola frazione del comune frontaliero. Gli agenti sono impegnati adesso a raccogliere le testimonianze e ad acquisire le immagini delle telecamere di videosorveglianza presenti nella zona. Secondo quanto emerso finora, all’origine dell’aggressione potrebbe esserci un semplice rimprovero.
Era bersagliato da giorni
Da alcuni giorni, un gruppo composto da quattro o cinque ragazzi e ragazze, tutti molto giovani, si intratteneva vicino all’abitazione dell’anziano per far perdere tempo. L’uomo, infastidito dalla loro presenza, li avrebbe invitati ad allontanarsi perché, a suo dire, disturbavano con gli schiamazzi. Non è ancora chiaro se episodi analoghi si fossero già verificati nei giorni precedenti o se il rimprovero fosse avvenuto soltanto ieri.
La dinamica
Ciò che gli investigatori stanno cercando di ricostruire con maggiore precisione è quanto accaduto subito dopo quel rimprovero. Mentre l’anziano stava rientrando a casa, due giovani del gruppo lo avrebbero seguito. Uno dei due, secondo le prime testimonianze, lo avrebbe colpito con un pugno alla nuca. Il colpo avrebbe fatto perdere l’equilibrio all’uomo che in quel momento si trovava su una scala composta da tre gradini.
Trauma cranico
L’uomo ha perso l’equilibrio ed è caduto a terra, picchiando violentemente la testa sull’asfalto. A trovarlo sono stati i soccorritori del 118, intervenuti insieme agli agenti della Polizia di frontiera. Quando i soccorritori sono giunti, però, del gruppo di giovani non c’era più traccia. Le condizioni dell’uomo hanno richiesto il ricovero in ospedale. I medici stanno monitorando l’ematoma cerebrale attraverso Tac effettuate a intervalli regolari, ogni 12 ore. Nel frattempo viene valutata anche la possibilità di trasferirlo all’ospedale Santa Corona di Pietra Ligure, centro di riferimento per la neurochirurgia.
Si cerca il branco
Nel frattempo gli investigatori stanno cercando di dare un volto e un’identità ai componenti del branco. In corso l’acquisizione di testimonianze e l’analisi dei filmati delle telecamere di videosorveglianza cittadine, che potrebbero consentire di ricostruire gli spostamenti dei ragazzi prima e dopo l’aggressione. Un punto ritenuto particolarmente importante sarà la testimonianza della vittima. Gli investigatori attendono infatti che le condizioni cliniche dell’uomo consentano di raccogliere la sua versione dei fatti e di chiarire definitivamente la dinamica del brutale fatto.
Piccoli lupi mannari in libertà, ma in fondo conigli che scappano dalle loro responsbilità.
(Fonte: Leggo)

