Prima aggredito e spintonato sulla giostra, poi, una volta sceso dal tagadà, accerchiato da una quindicina di giovani con origini nordafricane che lo hanno preso a calci e pugni mentre lui cercava di fare da scudo al fratello minore, a sua volta preso di mira dal gruppo di maranza.
È successo domenica sera, intorno alle 23.25, sulla giostra del tagadà durante i festeggiamenti per Santa Augusta a Serravalle (Vittorio Veneto, Treviso). Si trattava degli ultimi minuti di festa e di funzionamento delle giostre. Improvvisamente, però, la festa si è trasformata in un’azione punitiva contro i due fratelli vittoriesi, uno di 14 e l’altro di 16 anni. A ripercorrere quei momenti è proprio il 16enne affiancato dalla mamma.
«Mio figlio 14enne era al centro del tagadà in piedi quando un soggetto di diverso colore, che pure si trovava al centro della giostra, di punto in bianco gli ha fatto uno sgambetto e mio figlio è caduto a terra. Il maggiore, di 16 anni, che pure era sulla giostra, ha detto al giovane di origini straniere che stesse facendo. Questo di risposta lo ha preso per la canottiera, gli ha tirato una sberla e poi gli ha messo le mani al collo. In quel momento la giostra si è fermata e quel ragazzo è sceso».
L’aggressione
«Siamo scesi pure io e mio fratello – prosegue il 16enne -. All’improvviso è arrivato un ragazzo, anche quello marocchino, che mi ha preso da dietro e mi ha stretto il collo: mi pareva di morire. È intervenuto in mia difesa mio fratello 14enne che ha cercato di staccarlo. Ma a quel punto lui è finito all’attenzione di un gruppo di una quindicina di ragazzi, tra i 14 e i 18 anni circa». Un gruppo di maranza che i due fratelli avevano già notato più volte in città e che sarebbero anche già finiti più volte all’attenzione delle forze dell’ordine. «Il gruppo si è diretto verso mio fratello e io d’istinto mi sono frapposto a loro, facendogli da scudo – prosegue il 16enne -. Sono stato preso a calci e a pugni da quei ragazzi e non ho reagito perché, spesso, chi si autodifende poi passa dalla parte dell’errore. Le ho quindi prese…».
L’intervento dei volontari
Quei momenti interminabili si sono conclusi solo all’intervento di alcuni volontari di un’associazione in servizio a Serravalle. «Ci sono video e foto di quei minuti – prosegue la mamma – La cosa che mi ha fatto molto male è che nessun adulto che si trovava lì, e che ha assistito a quell’aggressione, è intervenuto. Poi quando sono arrivati dei volontari in divisa, questi hanno fatto disperdere il gruppo di aggressori e detto ai miei due figli di andarsene a casa, senza minimamente chiamare le forze dell’ordine». A Serravalle c’era in servizio, domenica sera, una pattuglia della polizia locale che però non è stata informata di quanto accadeva e per questo non è intervenuta. «Nessuno ci ha chiamato, abbiamo appreso dei fatti solo successivamente dai carabinieri ai quali si sono rivolti i genitori del ragazzo» puntualizza il comandante della polizia locale, Ezio Camerin.
La denuncia contro “ignoti”
Il 16enne è stato accompagnato dalla mamma in pronto soccorso dove sono stati fatti gli accertamenti del caso, escludendo lesioni interne. Per lui diversi lividi, collo incluso, e contusioni. Poi ieri è stata formalizzata la denuncia contro ignoti ai carabinieri di Vittorio Veneto. «Questi soggetti che hanno preso di mira i miei figli ridevano, perché sanno che rimarranno impuniti – evidenzia la mamma -. Quello che mi preoccupa è che non cambierà nulla».

La signora ha subito informato dell’accaduto la sindaca Mirella Balliana. «Sono profondamente dispiaciuta per quanto accaduto e desidero esprimere la mia personale vicinanza al ragazzo e alla sua famiglia – afferma la sindaca – Qualsiasi episodio di violenza, e a maggior ragione quando coinvolge dei giovani, va condannato senza esitazioni. Purtroppo l’episodio non si è verificato sotto gli occhi della polizia locale e dei volontari che presidiavano la manifestazione, né è stata avanzata nell’immediatezza una richiesta di intervento alla polizia locale. Proprio per questo, ora come ora, dobbiamo evitare ricostruzioni affrettate: saranno i carabinieri a compiere gli accertamenti e a stabilire con precisione cosa sia successo. Mi auguro che venga fatta rapidamente piena luce sull’accaduto».
Fino a quando l’Italia dovrà subire le angherie violente dei maledetti maranza?
(Fonte: Leggo)

