Un ospite con più di 400 mila follower su Instagram, ha cenato in una nota pizzeria di Catania e se n’è andato senza pagare i 60 euro del conto, forse convinto che la propria presenza nel locale valesse quanto una cena gratis.

Che cos’è l’elenco Agcom degli influencer
Nel racconto del pizzaiolo compare un dettaglio che allarga la questione, perché l’ospite risulterebbe iscritto all’elenco tenuto dall’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni. Il registro nasce con la delibera 197/25/CONS del 23 luglio 2025 e raccoglie gli influencer considerati rilevanti, ossia chi ricava un guadagno dall’attività e supera una delle due soglie previste, cioè 500.000 seguaci su una singola piattaforma oppure un milione di visualizzazioni medie mensili calcolate sui sei mesi precedenti.
Chi rientra nell’elenco lo dichiara nella biografia del profilo e si attiene alle linee guida dell’Autorità sulla riconoscibilità della pubblicità, con sanzioni che per la pubblicità occulta salgono fino a 250.000 euro. Sulla cena di quel sabato, però, l’Agcom non ha alcuna competenza, dato che quelle regole disciplinano la trasparenza dei contenuti pubblicati e non i conti lasciati sul tavolo.
L’invito di Scandurra ai colleghi
Il sistema dello scrocco autorizzato regge perché conviene a entrambe le parti, almeno finché dura. Un locale che offre la cena a un profilo molto seguito raccoglie riscontri entusiasti nel giro di poche ore, con una spesa inferiore a quella di qualunque campagna pubblicitaria. Scandurra rivolge quindi l’appello ai colleghi prima che agli influencer, con l’invito ad abbandonare l’idea della visibilità come merce da scambiare. Visibilità che stavolta si è guadagnata l’ospite, appesa alla vetrina di una pizzeria di Catania, con due omini sbarrati al posto del nome.
(Fonte: www.cookist.it)

