Catania, mangia & scappa da influencer, il titolare non ci sta

Un ospite con più di 400 mila follower su Instagram, ha cenato in una nota pizzeria di Catania e se n’è andato senza pagare i 60 euro del conto, forse convinto che la propria presenza nel locale valesse quanto una cena gratis.

La risposta del titolare, il pizzaiolo etneo Lele Scandurra, campeggia da qualche giorno sulla vetrina della pizzeria L’Evoluzione, sotto forma di cartello che vieta l’ingresso agli influencer, con tanto di omini sbarrati da un segnale di divieto. Finora, l’unica versione dei fatti è la sua, affidata a un video pubblicato in rete: l’ospite di quel sabato sera non si è più fatto sentire e il suo nome non compare da nessuna parte.
Il mangia & scappa è un triste fenomeno molto diffuso in questa estate torrida. Forse l’influencer credeva che la sua presenza fosse garanzia di esenzione dal conto. O superbia. O forse, sì, mangia & scappa, magari aveva dimenticato il portafoglio a casa.

Che cos’è l’elenco Agcom degli influencer

Nel racconto del pizzaiolo compare un dettaglio che allarga la questione, perché l’ospite risulterebbe iscritto all’elenco tenuto dall’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni. Il registro nasce con la delibera 197/25/CONS del 23 luglio 2025 e raccoglie gli influencer considerati rilevanti, ossia chi ricava un guadagno dall’attività e supera una delle due soglie previste, cioè 500.000 seguaci su una singola piattaforma oppure un milione di visualizzazioni medie mensili calcolate sui sei mesi precedenti.

Chi rientra nell’elenco lo dichiara nella biografia del profilo e si attiene alle linee guida dell’Autorità sulla riconoscibilità della pubblicità, con sanzioni che per la pubblicità occulta salgono fino a 250.000 euro. Sulla cena di quel sabato, però, l’Agcom non ha alcuna competenza, dato che quelle regole disciplinano la trasparenza dei contenuti pubblicati e non i conti lasciati sul tavolo.

L’invito di Scandurra ai colleghi

Il sistema dello scrocco autorizzato regge perché conviene a entrambe le parti, almeno finché dura. Un locale che offre la cena a un profilo molto seguito raccoglie riscontri entusiasti nel giro di poche ore, con una spesa inferiore a quella di qualunque campagna pubblicitaria. Scandurra rivolge quindi l’appello ai colleghi prima che agli influencer, con l’invito ad abbandonare l’idea della visibilità come merce da scambiare. Visibilità che stavolta si è guadagnata l’ospite, appesa alla vetrina di una pizzeria di Catania, con due omini sbarrati al posto del nome.

(Fonte: www.cookist.it)

Da Nicola Gallo

Partenopeo, diploma di Maturità Classica (Lic.Stat. G.B.Vico), Laurea in Scienze Politiche conseguita presso l'Università degli Studi di Napoli Federico II. Frequentazione parziale di Belle Arti. "Per aspera ad Astra, ad Astra ad Infinitum". Informare è un dovere, è un diritto. Informare ed essere informati, per il bene di tutti.