Auguri, Bill! L’ex presidente USA Clinton compie 80 anni

Nel 2006 un articolo del New Yorker lo definiva il “vagabondo”, l’uomo che dopo la Casa Bianca continuava a muoversi, parlare, cercare una causa, un pubblico, una stanza in cui essere ancora protagonista. Le cose da allora non sono cambiate. Bill Clinton compie oggi 80 anni e la sua più che una biografia politica è una storia Made in America.

Intanto si sarebbe dovuto chiamare Bill Jefferson Blythe III: nato a Hope, Arkansas, nel ’46, ma tre mesi prima aveva perso il padre, William Jefferson Blythe Jr., un commesso viaggiatore morto in un incidente d’auto. Hope significa “speranza”, un elemento su cui Clinton, nonostante la tragedia che lo segnò, ha impostato tutta la sua narrazione politica, quella di un uomo che ha imparato molto presto a raccontarsi. Non aveva un padre naturale, ma aveva una madre giovane e un patrigno, Roger Clinton, giocatore d’azzardo e alcolista, accusato di abusi sulla famiglia, ma dal quale prese il cognome una volta adolescente come segno di gratitudine.

Il carisma, Hillary

Bill viene da un angolo remoto dell’America, ma da ragazzo scopre una cosa che gli cambierà la vita: sa parlare alle persone. Non è solo una questione di parole giuste: sa ascoltare, ricordare il nome dei suoi interlocutori e capire al volo cosa gli altri vogliono sentirsi dire. Studia a GeorgetownOxford, poi a Yale, impara a suonare il sassofono, incontra il mondo che fino ad allora aveva osservato da lontano. E incontra Hillary Rodham, con cui formerà una delle più straordinarie, e tormentate, alleanze politiche americane degli ultimi cinquant’anni.

Clinton torna in Arkansas e diventa governatore a 32 anni. Perde la seconda volta. Poi torna. Lì nasce il soprannome che lo accompagnerà per tutta la vita: “Comeback Kid”, il ragazzo che non muore mai. La sua caratteristica, scrivono, non è sapere vincere, ma non uscire mai sconfitto.

La Casa Bianca

Clinton arriva alla Casa Bianca nel ’93 con una missione quasi paradossale: salvare il Partito democratico da sé stesso. Aveva capito che dopo Ronald Reagan non bastava più essere il partito del New Deal, dei sindacati e dello Stato sociale. I democratici dovevano parlare anche agli elettori suburbani, alla classe media, agli imprenditori. Nasce così il Clinton della Third Way, la terza via, il democratico centrista.

È il presidente che dichiara che l’era del grande governo, che si occupa di tutto, è finita: “Deve essere più piccolo ma efficace”, spiega. Firma la riforma del welfare. Appoggia il libero commercio. Aumenta gli investimenti nell’istruzione, espande il programma sanitario per i bambini e porta il Paese verso una lunga fase di crescita economica.

L’affaire Lewinsky

Le relazioni extraconiugali diventano il lato oscuro. Anni dopo lo vedrà coinvolto nell’oscura amicizia con il finanziere pedofilo Jeffrey Epstein, mentre negli anni della Casa Bianca il nome che poteva segnare la sua fine politica è quello di Monica Lewinsky, la stagista con cui ebbe una relazione. È difficile immaginare oggi quanto fosse vicino alla distruzione politica.
Lo scandalo della Lewinsky portò alla luce dettagli scabrosi e feticisti, come l’uso improprio di sigari…

 

 

(Fonte: AGI)

 

Da Nicola Gallo

Partenopeo, diploma di Maturità Classica (Lic.Stat. G.B.Vico), Laurea in Scienze Politiche conseguita presso l'Università degli Studi di Napoli Federico II. Frequentazione parziale di Belle Arti. "Per aspera ad Astra, ad Astra ad Infinitum". Informare è un dovere, è un diritto. Informare ed essere informati, per il bene di tutti.