Un fiuto a dir poco straordinario quello di Stella, la cagnolina che richiamando l’attenzione dei padroni, ha permesso di catturare il rettile messicano dopo oltre un mese di ricerche dal primo avvistamento. La lucertola velenosa ha tenuto in apprensione la comunità di Barbona, perché in tutte queste settimane si è fatta vedere soltanto con fugaci apparizioni, rendendo impossibile il tempestivo intervento delle forze dell’ordine.
Fino a ieri sera, martedì 11 agosto, quando alle 19 nell’aia dell’azienda agricola di Monica Polonio in via Spino 15, la cagnolina ha iniziato ad abbaiare con insistenza. Un comportamento molto più agitato del normale: per questo motivo, i proprietari si sono subito precipitati a controllare. Il compagno di Monica, raggiunta Stella, ha rivolto lo sguardo verso il punto indicato dall’animale, notando finalmente il rettile rifugiato sotto un mucchio di assi di ferro.
Il salvataggio dell’animale
L’uomo ha immediatamente allertato il sindaco, che ha coordinato l’intervento delle forze dell’ordine specializzate nella cattura. Sul posto sono intervenuti il sindaco Francesco Peotta, il comandante dei carabinieri forestali di Monselice Francesco Paris e il veterinario Marco Bedin, esperto nella cattura di rettili. Alle ore 21.00 il veterinario ha concluso con successo la cattura, mettendo in sicurezza l’esemplare.
Si trattava di una lucertola messicana, l’Heloderma Horridum, una delle rare lucertole dotate di morso velenoso. L’animale si nutre di piccoli animali e uova e può raggiungere circa 90 centimetri di lunghezza. Notevole la capacità di adattamento e di resistenza sia alla sete che alla fame.
Il sindaco: «Temevamo di non catturarlo prima del periodo del letargo»
Il sindaco, Francesco Peotta, ha dichiarato: «Per fortuna si è riusciti a catturarlo in agosto. Il rischio era che arrivando a settembre potesse andare in letargo fino a marzo dell’anno prossimo, rinviando avvistamenti e cattura al suo risveglio primaverile. La vicenda ha avuto un epilogo positivo. Quello che più ci importa è che nessuno si sia fatto male, il morso velenoso costituiva un rischio per l’incolumità delle persone.
La cattura è servita anche a salvaguardare l’animale, che poteva rimanere schiacciato dalle auto in strada o ucciso durante le operazioni di trebbiatura svolte in estate. Fondamentale il coordinamento tra cittadini, uffici comunali, carabinieri forestali di Monselice, il raggruppamento carabinieri Cites ed esperti erpetologi.
Un pensiero va al fenomeno degli abbandoni di animali esotici in prossimità delle vacanze: «Una volta si abbandonavano solo cani e gatti, ora si assiste al girovagare liberi del varano a Montichiari, del tegu argentino a Nonantola e del lucertolone messicano a Barbona».
Ricordiamo che l’abbandono, oltre ad essere un reato, è un danno per le nostre specie endemiche che si trovano a dover competere con “specie aliene”.
(Fonte: IlMattino)

