È stato rintracciato nel porto di Bari mentre era in procinto di partire per l’Albania, e sottoposto a fermo, il compagno di Ornella Forastefano, la donna di 46 anni, morta la notte scorsa per le percosse subite.
Il corpo della donna è stato trovato dai medici dell’ospedale di Trebisacce all’esterno del Pronto soccorso ma i loro tentativi di rianimarla sono stati vani.
Secondo quanto si è appreso, i fatti si sono svolti intorno alle 3. La donna presentava gravi lesioni e politraumitraumi multipli.
Dopo la scoperta le indagini dei carabinieri si sono concentrate sul compagno, un cittadino albanese di 42 anni, che si era reso irreperibile. L’uomo era noto alle forze dell’ordine per reati in materia di sostanze stupefacenti. I due, secondo quanto si è appreso, convivevano da circa un anno.
Le indagini sono condotte dai carabinieri del Nucleo investigativo del Comando provinciale di Cosenza, della Compagnia di Cassano allo Ionio e della Tenenza di Trebisacce.
Abbandonata davanti all’ingresso dell’ospedale
La donna dopo essere stata brutalmente aggredita, è stata portata all’ospedale di Trebisacce – non è ancora chiaro se dal compagno – e lasciata fuori dall’ingresso. I medici, quando si sono accorti della sua presenza, l’hanno subito soccorsa ma a causa della gravità delle lesioni è morta.
Le indagini sono coordinate dalla Procura della Repubblica di Castrovillari.
Gestiva un bar con i due figli
La donna gestiva un bar nel centro di Trebisacce insieme ai due figli. Originaria di Cassano allo Ionio e residente ad Amendolara, secondo quanto si è appreso, era la figlia di Antonio Forastefano, ucciso nel 1999 mentre usciva dalla sua pescheria a Marina di Sibari.
Circostanze che, comunque, al momento, non sembrerebbero essere collegate all’omicidio.
La procura di Castrovillari indaga su più piste
Ornella era sorella di Domenico Forastefano, considerato uno degli esponenti storici della omonima cosca di ‘ndrangheta che esercita il suo potere nella Sibaritide, e nipote di Pasquale Forastefano, attualmente detenuto in regime di 46-bis.
Nel 2023 la Corte d’appello di Catanzaro le aveva restituito alcuni beni sequestrati nell’ambito dell’inchiesta Omnia, dopo che era risultata estranea al processo e non era mai stata indagata.
Legami familiari tutti da approfondire e che descrivono il contesto attorno alla vittima, ma che non consentono al momento di attribuire una matrice alla morte.
(Fonte: IlGiornale)

