Da quando è finita la relazione, a marzo scorso, un 37enne ha perseguitato e minacciato la propria ex compagna residente nel Reggiano, incurante del figlio minorenne.
L’uomo avrebbe tempestato la donna di messaggi, chiamate e note vocali nei quali le rivolgeva minacce di morte del tipo “Ti taglio la gola”, “Ti muro viva” o “Mi faccio 40 anni di carcere non mi interessa”, includendo persino la possibilità di spararle.
La donna ha dovuto cambiare serratura a casa, ma l’uomo non si è fermato e nei giorni scorsi, pretendendo di vedere il figlio senza alcun accordo, si è presentato alla sede di lavoro della donna, provocando l’allarme dei colleghi e l’intervento delle forze dell’ordine.
Neanche la presenza dei carabinieri ha calmato l’uomo che avrebbe rivendicato le proprie azioni: “Io non scrivo al giudice, agisco direttamente”. Nelle ore successive, l’uomo ha persino contattato telefonicamente i carabinieri e un familiare della ex compagna, ribadendo apertamente le proprie intenzioni tramite messaggi vocali: “Tuo padre è il primo a sparire, poi tocca a te” e “Tu crepi come crepa tuo padre”.
La vittima si è rivolta alla stazione di Albinea e dopo alcune verifiche i carabinieri hanno denunciato il 37enne alla Procura di Reggio Emilia per il reato di maltrattamenti contro familiari o conviventi. La Procura ha quindi chiesto e ottenuto dal Gip l’applicazione dell’ordinanza di custodia cautelare in carcere e ieri i carabinieri hanno rintracciato il 37enne a Medicina (Bologna) e lo hanno arrestato.
Sembra che gli episodi di femminicidio siano più una ispirazione che un monito per quei partner che considerano l’amore un oggetto da possedere.
Donna Vita Libertà.
(Fonte: Ansa)

