«Due sono i geni della scrittura dei testi nella tradizione cantautorale italiana: Francesco De Gregori e Mogol», scrive convinto nella sua Autontologia il Professore Roberto Vecchioni. Giudizio unanime, specie per colui che è sicuramente l’autore più prolifico (oltre 2mila canzoni scritte dal 1959 a oggi): Mogol, per brevità chiamato “Poeta”. Nato Giulio Rapetti, a Milano, il 17 agosto 1936, per la Siae ha rischiato di chiamarsi “Zippo”, «ma per fortuna venne fuori quel nome che avevo “dimenticato” dalla lista degli pseudonimi depositati. Mogol, come la dinastia asiatica che invase l’India, nome in cui echeggiano la steppa, il cavallo, la febbre di conquista», dice divertito con i suoi occhietti furbi e rapaci: «Ora sono Giulio Mogol anche per l’anagrafe». Augurissimi!
(Fonte: Avvenire)

