I carabinieri del nucleo investigativo del comando provinciale di Taranto e della compagnia di Manduria hanno arrestato un minorenne con l’accusa di tentato omicidio in concorso con un secondo ragazzo non ancora identificato. Secondo le indagini sarebbe il presunto responsabile di quanto avvenuto alla marina di Pulsano, dove un giovane è rimasto ferito da un colpo d’arma da fuoco.
Il fatto
L’intervento dei militari è scattato intorno alle 2.20 di mercoledì 12 agosto 2026, quando la centrale operativa della compagnia carabinieri di Manduria ha inviato sul luogo una pattuglia, a seguito della segnalazione di una persona ferita da arma da fuoco all’interno di un parcheggio nella zona della litoranea. All’arrivo dei carabinieri, la vittima era già stata soccorsa e trasportata all’ospedale SS. Annunziata di Taranto.
Secondo quanto ricostruito dagli investigatori nella fase delle indagini preliminari, l’origine dell’episodio sarebbe da ricondurre a un fatto apparentemente futile avvenuto poco prima in un locale della zona. La vittima avrebbe infatti raccontato ai militari che, nel corso della serata, mentre stava uscendo dal locale e attraversava la strada, avrebbe accidentalmente urtato un giovane a lui sconosciuto. Il contatto avrebbe provocato il rovesciamento di una bevanda e da quell’episodio sarebbe nato un breve ma acceso diverbio.
Dopo lo scambio di parole, i due si sarebbero inizialmente separati. La vittima avrebbe proseguito verso un’area di parcheggio dall’altro lato della carreggiata, mentre l’altro giovane si sarebbe allontanato. Poco dopo uno scooter con a bordo due giovani avrebbe raggiunto l’area di parcheggio nella quale si trovava la vittima.
Gli spari e l’inseguimento
Dalla visione delle immagini della videosorveglianza nella zona, tra cui quelle del parcheggio e di alcune attività vicine, si vedrebbe lo scooter fare ingresso nell’area, con due persone a bordo. Il passeggero sarebbe quindi sceso dal mezzo impugnando una pistola. A quel punto la vittima avrebbe immediatamente iniziato a correre nel tentativo di mettersi in salvo e allontanarsi dall’aggressore. Secondo la ricostruzione degli investigatori, il giovane armato avrebbe inseguito la vittima. Mentre il giovane tentava di fuggire dando le spalle al suo inseguitore, quest’ultimo avrebbe disteso il braccio, puntato la pistola nella sua direzione ed esploso tre colpi, uno dei quali avrebbe raggiunto la vittima da dietro, nella regione lombosacrale. Dopo aver esploso i colpi, il presunto aggressore avrebbe raggiunto nuovamente lo scooter sul quale lo attendeva il complice, allontanandosi rapidamente dalla zona.
L’arresto e la pistola nascosta nel marsupio
Fin da subito i carabinieri hanno avviato una vasta attività di ricerca. Nel corso del sopralluogo sono stati sequestrati oggetti e individuate tracce che hanno contribuito a individuare sia il punto nel quale la vittima sarebbe stata raggiunta dallo sparo, sia l’area nella quale le sarebbero stati prestati i primi soccorsi. Ulteriori riscontri sarebbero poi emersi dall’analisi investigativa di contenuti pubblicati sui social network, attraverso i quali i militari avrebbero individuato elementi ritenuti compatibili con l’abbigliamento visibile nelle registrazioni della notte.
I carabinieri hanno trovato, a Leporano, uno scooter abbandonato, ancora acceso e con le chiavi inserite nel quadro, che sarebbe stato lasciato improvvisamente sul posto. Gli accertamenti successivi hanno consentito di ricondurre il mezzo al nucleo familiare del minorenne poi arrestato. Anche il modello e il colore dello scooter sarebbero risultati compatibili con le caratteristiche del motociclo visibile nelle immagini analizzate.
Nella tarda mattinata di mercoledì 12 agosto 2026, il minorenne è stato individuato e le attività investigative sono proseguite anche presso il complesso residenziale nel quale vive. Nel corso degli ulteriori accertamenti, gli investigatori hanno trovato sul tetto di una delle palazzine una pistola successivamente sequestrata. L’arma è risultata essere una pistola originariamente a salve, marca “Bruni”, modello “92 FS”, calibro 9, ritenuta clandestina in quanto modificata e priva di elementi identificativi.
La pistola era in un marsupio che sarebbe stato utilizzato dall’indagato per portarla con sé, con il caricatore inserito, al cui interno erano presenti alcune cartucce. Il minorenne, che deve rispondere anche di violazioni della normativa in materia di armi, è stato portato nell’Istituto Penale per Minorenni di Lecce.
E’ bastato un cocktail rovesciato per scatenare una vendetta in stile mafioso da parte di un minorenne.
(Fonte: Leggo)

