Il tribunale penale di Damasco ha condannato a morte in contumacia l’ex presidente siriano Bashar Assad.
Il verdetto prevede che Assad dovrà «essere perseguito a livello internazionale», riferisce al Arabiya.
L’ex presidente siriano è stato riconosciuto colpevole delle accuse di crimini di guerra e crimini contro l’umanità commessi durante la guerra civile in Siria.
La caduta del dittatore sanguinario è seguita alla presa del potere nel dicembre del 2024 da parte dell’attuale presidente Ahmad al-Sharaa, sostenuto dalla Turchia. Assad è fuggito a Mosca con la sua famiglia nel dicembre 2024, mentre le forze guidate dagli islamisti avanzavano verso Damasco.

L’ex presidente è esule tuttora in Russia, che gli ha concesso asilo insieme ai familiari. Nella capitale russa si troverebbe anche Maher Assad, già comandante della quarta Divisione corazzata e considerato per anni uno dei principali responsabili dell’apparato militare e repressivo del precedente governo. Le informazioni sulla residenza esatta e sulla vita quotidiana di Assad restano limitate. Secondo una ricostruzione pubblicata dal quotidiano britannico «Guardian», l’ex presidente e la sua famiglia- la moglie Asma al Akhras e i figli, Hafez, Zein e Karim – vivrebbero in condizioni agiate ma isolate, probabilmente dividendosi tra alcuni appartamenti di Mosca e una proprietà nella zona di Rublyovka, alla periferia della capitale. Assad starebbe studiando il russo e aggiornando la propria preparazione in oftalmologia.
L’ambasciatore russo in Iraq, Elbrus Kutrashev, ha confermato che l’ex presidente è al sicuro, ma non è autorizzato a svolgere attività politica, rilasciare interviste o apparire pubblicamente.
Un’esilio dorato, come capita spesso a dittatori e massacratori di massa.
(Fonte: CorrieredellaSera)

