Il Gip del Tribunale di Forlì, Massimo De Paoli, ha convalidato i fermi e disposto la custodia cautelare in carcere per i quattro giovani accusati dell’omicidio di Nicola Musiani, il 54enne aggredito e picchiato selvaggiamente il 19 luglio scorso nei pressi di una discoteca a Pinarella di Cervia, morto tre giorni dopo all’ospedale di Cesena. La decisione recepisce la richiesta del pubblico ministero Angela Scorza, che aveva chiesto la conferma della permanenza in carcere per tutti gli indagati.
Chi sono queste giovani belve
Durante l’udienza di convalida, svoltasi ieri mattina, tre dei quattro giovani hanno reso dichiarazioni spontanee, ammettendo di essere stati presenti al momento dell’aggressione ma negando di aver colpito personalmente la vittima. Si tratta di Conor Finn Long, 19 anni, il più giovane del gruppo; Oussama Ragme, 22 anni; e Bilal Mahboubi, 23 anni. Il quarto fermato, Houssam Abir, 22 anni, si è invece avvalso della facoltà di non rispondere alle domande del giudice.

Una “testa calda” di buona famiglia tra le belve
Tra i quattro, la figura di Finn Long è quella che desta più sorpresa a Meldola, il paese dove la famiglia risiede in una frazione collinare, motivo per cui non tutti in paese ne riconoscono subito il volto. Il ragazzo ha vestito in passato i colori giallorossi del Meldola Calcio a livello giovanile, anche se nella stagione 2025 non risulta essere sceso in campo.
Figlio di madre italiana e padre irlandese, in paese lui e i suoi amici vengono descritti da tempo come “teste calde”.
I genitori, al contrario, godono di buona reputazione: la madre è stata per dieci anni nel consiglio della propria frazione e ha militato a lungo in un’associazione benefica. Un volontario che la conosce si è detto incredulo, sottolineando come in famiglia siano sempre stati insegnati i valori della non violenza.
Appartenere ad una buona famiglia di sani principi morali non è più ormai garanzia di innocenza.
La dinamica e il possibile pericolo di fuga
Secondo la ricostruzione dei carabinieri, sarebbe stato Finn Long ad essere alla guida della Fiat Punto grigia dalla quale sarebbero scesi i “rinforzi” della gang, dopo che un sedicenne aveva dato inizio al litigio con Musiani. Il minorenne è ora seguito dalla Procura dei minori di Bologna, a cui gli atti sono stati trasmessi dai magistrati ravennati.
A pesare nella decisione dei magistrati anche il rischio di fuga: Finn Long era infatti partito il 22 luglio per il Marocco insieme a Ragme, quattro giorni dopo il pestaggio e nel giorno stesso in cui è stato dichiarato il decesso di Musiani. Il padre di Ragme aveva respinto l’ipotesi di una fuga, parlando di una vacanza già programmata, interrotta dal figlio non appena venuto a conoscenza della gravità dei fatti. Dal rientro dei due in Italia è scattata l’operazione che ha portato al fermo di venerdì scorso. Nei confronti di tutti e quattro gli indagati, gli investigatori hanno sequestrato gli indumenti e stanno passando al setaccio le chat sui rispettivi telefoni cellulari.
Nel comune i quattro ragazzi sono stati rinominati, da “teste calde” a “belve”.
Numerose le manifestazioni dei cittadini affinché sia fatta giustizia per Nicola.

