Un attentato scuote la Libia orientale e riporta in primo piano la fragilità dell’equilibrio geopolitico raggiunto negli ultimi anni. Il generale Fawzi al-Mansouri, responsabile dell’intelligence militare delle forze orientali guidate dal maresciallo Khalifa Haftar, è stato ucciso a Bengasi.

La morte di al-Mansouri giunge in un momento particolarmente delicato per la Libia. E non è l’unico episodio a indicare che la relativa stabilità degli ultimi anni potrebbe essere più fragile di quanto appaia.
Al-Mansouri era una figura di primo piano nell’apparato di sicurezza di Haftar. Nel novembre 2024 aveva partecipato, come direttore dell’intelligence militare, all’accoglienza a Bengasi del vice ministro della Difesa russo Yunus-Bek Yevkurov, insieme a Khaled Haftar e ad altri alti ufficiali delle forze orientali. Al momento non risultano rivendicazioni attendibili e non sono stati indicati pubblicamente sospetti o possibili mandanti. Le autorità locali hanno avviato le indagini per risalire agli autori dell’attacco. Il premier dell’esecutivo orientale Osama Hammad ha condannato l’assassinio e chiesto agli apparati di sicurezza di chiarirne le circostanze, identificare gli esecutori e accertare eventuali mandanti, finanziatori o complici. Anche il ministro della Difesa del governo di Bengasi, Ahmid Houma, ha promesso che il caso non resterà impunito.
(Fonti: Euronews, Skytg24)

