Una decisione senza precedenti approvata in Parlamento, che rappresenta una svolta nell’evoluzione del sistema giuridico libanese: con l’approvazione della legge che abolisce la pena di morte, il Paese dei cedri diventa il primo Stato del mondo arabo a eliminare formalmente la condanna capitale dal proprio ordinamento, sostituendola con la pena dell’ergastolo accompagnato da lavori forzati aggravati.
La riforma, ratificata martedì 11 agosto 2026, mette nero su bianco una moratoria di fatto già in vigore dal gennaio 2004, durante la quale non era stata eseguita alcuna condanna a morte, sebbene decine di sentenze capitali fossero state comunque emesse e poi sospese o commutate.
Il provvedimento arriva in un Paese segnato da profonde divisioni politiche e istituzionali, rendendo ancora più significativo il consenso ottenuto in Parlamento. Con il voto dell’11 agosto, Beirut chiude così definitivamente la porta alle esecuzioni capitali e apre una nuova fase del proprio ordinamento giudiziario.
Le parole del ministro della giustizia

Il ministro della giustizia Adel Nassar ha definito il voto un passo storico, mentre organizzazioni internazionali per i diritti umani, come Human Rights Watch, hanno celebrato la scelta come una svolta fondamentale contro una pena crudele.
Citato dall’agenzia Nna, Adel Nassar, ha accolto con favore l’abolizione della pena di morte, affermando che il Libano “ritrova il suo ruolo pionieristico nella regione come protettore dei diritti umani” e che i giudici libanesi non dovranno più affrontare “il dilemma di decidere se porre fine o meno a una vita”. Nassar ha precisato che l’abolizione non va interpretata come una forma di clemenza verso i crimini: “La privazione della libertà non è clemenza”, ha dichiarato.
Congratulazioni arrivano dall’’Unione europea che “si congratula con il Libano per l’adozione della legge che abolisce la pena di morte, annunciata al IX Congresso mondiale contro la pena di morte tenutosi a Parigi il 30 giugno. Questa storica legislazione rappresenta un significativo passo avanti per i diritti umani nel Paese”.

Queste le dichiarazioni di Kaja Kallas, Alto rappresentante a nome dell’Ue sull’abolizione della pena di morte nel Paese mediorientale. “L’abolizione della pena di morte per tutti i reati, anche attraverso la sua applicazione retroattiva, è un importante traguardo che si basa sulla moratoria di fatto sulle esecuzioni in vigore in Libano dal 2004 e testimonia l’impegno del Libano a rispettare, proteggere e realizzare il diritto alla vita”. “Essendo il primo Paese della regione ad abolire la pena di morte, il Libano offre un esempio concreto per gli altri Paesi del Medio Oriente e non solo, rafforzando la forte tendenza globale verso l’abolizione e il crescente sostegno internazionale per la fine della pena di morte in tutto il mondo”. L’Unione europea “esorta coloro che stanno valutando la sua reintroduzione ad astenersi da un passo così regressivo”.
Una nazione, il Libano, ha raggiunto il suo momento di civiltà.
(Fonte: IlGiornale)

