Fermati due fratelli per la morte del bodyguard Antonio Perrotta

 

Lo hanno pestato a morte dopo che li aveva allontanati dalla discoteca perché non erano in possesso  del biglietto.

Un litigio iniziato all’interno del locale e proseguito fuori dal locale. In meno di 48 ore polizia e carabinieri hanno chiuso il cerchio delle indagini sulla morte di Antonio Perrotta, l’operaio di 34 anni pestato all’esterno di una discoteca a Sangineto, dove svolgeva l’attività di addetto alla sicurezza privata, e poi morto nell’ospedale di Cosenza: i responsabili sono due fratelli poco più che ventenni del posto ma residenti in Lussemburgo. Per loro è scattato il fermo con l’accusa di omicidio con l’aggravante dei motivi futili e abbietti.


Le indagini, condotte dagli agenti della squadra mobile di Cosenza e del commissariato di Diamante e dai carabinieri delle compagnie di Paola e Scalea, hanno consentito di fissare una serie di “gravi elementi indiziari” che hanno portato il procuratore di Paola, Domenico Fiordalisi, ad emettere il provvedimento.

I due fermati, che si sono avvalsi della facoltà di non rispondere nel corso dell’interrogatorio, sono originari di Belvedere Marittimo (Cosenza), dove sono stati rintracciati, ma vivono e lavorano in Lussemburgo. Entrambi si dedicano anche al rugby e tornano periodicamente nel loro paese di origine in Calabria, in modo particolare durante il periodo estivo. Al momento del fermo gli investigatori hanno trovato indumenti con tracce di sangue compatibili con quelli indossati dagli aggressori la notte del pestaggio.
Alla loro identificazione si è arrivati grazie alle immagini delle telecamere di videosorveglianza che sono state acquisite immediatamente dopo la morte di Perrotta. 

Raccolte anche le testimonianze di numerose persone che avrebbero raccontato quanto accaduto la sera tra l’8 e il 9 agosto nella discoteca di Sangineto. Sono loro che hanno raccontato che all’interno del locale ci sarebbe stata una prima discussione per tra il bodyguard e i due fratelli. Un litigio che sarebbe poi proseguito anche all’esterno della discoteca, sfociando nel violento pestaggio.
Perrotta, soccorso da alcune persone, a causa di malori e della perdita di sangue dal naso è stato accompagnato nell’ospedale di Cetraro. I sanitari, dopo aver riscontrato un quadro clinico critico, lo hanno trasferito nel reparto di rianimazione a Cosenza dove poi è morto.

Fondamentale per le indagini l’autopsia che sarà eseguita nelle prossime ore.

I familiari di Perrotta, sconvolti per quanto è accaduto, chiedono che si “faccia giustizia”.
Intanto arriva il provvedimento del questore di Cosenza, Antonio Borelli, che ha sospeso per 15 giorni la licenza per la discoteca di Sangineto. La decisione è finalizzata ad impedire il protrarsi di una “situazione di pericolosità sociale” e allo scopo di “tutelare l’ordine e la sicurezza dei cittadini, indipendentemente da ogni responsabilità dell’esercente”.

 

 

 

(Fonte: ANSA)

Da Nicola Gallo

Partenopeo, diploma di Maturità Classica (Lic.Stat. G.B.Vico), Laurea in Scienze Politiche conseguita presso l'Università degli Studi di Napoli Federico II. Frequentazione parziale di Belle Arti. "Per aspera ad Astra, ad Astra ad Infinitum". Informare è un dovere, è un diritto. Informare ed essere informati, per il bene di tutti.