Tra un mese saranno 30 anni da quei cinque colpi di pistola che colpirono a morte a Las Vegas la Star dell’Hip-Hop Tupac Shakur. Trent’anni in cui la domanda: “Chi ha ucciso Tupak Shakur?” è rimasta senza risposte. Nessuna verità giudiziaria, decine le ipotesi investigative.

E’ iniziato nella “città del peccato”  il processo che riapre il “caso” per eccellenza della storia dell’hip-hop. L’accusa spera di dimostrare – almeno – l’esistenza del mandante. E cioè che Duane “Keffe D” Davis, ex leader dei South Side Compton Crips, una gang di Los Angeles, abbia ordinato l’omicidio di Tupac e fornito l’arma del delitto. A 63 anni, Keffe D rischia l’ergastolo senza possibilità di libertà condizionale.

E il processo riaprirà ancora una volta il grande caso della guerra tra East Coast e West Coast, approfondendo lo scontro tra la Death Row – l’etichetta di Tupac fondata da Marion “Suge” Knight – e la Bad Boy Records, creata a New York da Sean “P. Diddy” Combs, oggi in carcere con l’accusa di festini con protagonisti bamibini sfruttati e che ha sempre smentito ogni accusa.

E si parlerà anche di un altro, non meno celebre, omicidio: quello di Christopher “The Notorious B.I.G.” Wallace, il rapper assassinato sei mesi dopo la morte di Shakur, uomo simbolo della Bad Boy Records.

Secondo l’accusa, la Death Row Records era protetta dai Mob Piru, una gang di Los Angeles di cui il Suge faceva parte. La Bad Boy Records, dal canto suo, aveva ingaggiato la gang rivale South Side Compton Crips, guidata da Duane Davis, per la propria protezione. Dopo l’incontro di boxe di Mike Tyson al casinò Mgm Grand, Suge e Tupac picchiarono il nipote di Davis, Orlando “Baby Lane” Anderson, perché aveva strappato un medaglione dal collo di un dipendente della Death Row. Secondo l’atto d’accusa, il capo della gang orchestrò poi un attacco di vendetta.

Tra le prove a diposizione dell’accusa i filmati dell’hotel in cui avvenne l’aggressione di Orlando Anderson e alcuni hard disk sequestrati a casa di Keffe D.

Soldi successo sesso e sangue, un mix mortale.

(Fonte: LaRepubblica)

Da Nicola Gallo

Partenopeo, diploma di Maturità Classica (Lic.Stat. G.B.Vico), Laurea in Scienze Politiche conseguita presso l'Università degli Studi di Napoli Federico II. Frequentazione parziale di Belle Arti. "Per aspera ad Astra, ad Astra ad Infinitum". Informare è un dovere, è un diritto. Informare ed essere informati, per il bene di tutti.