Dopo nove mesi tra ricerche e attese, la montagna ha restituito i corpi dei cinque alpinisti dispersi dopo la drammatica valanga che il 3 novembre 2025 aveva colpito una spedizione sull’Himalaya, in Nepal.
Tra le salme recuperate ci sono anche quelle di due italiani, Markus Kirchler, altoatesino originario di San Genesio, e Marco Di Marcello, 37enne biologo e guida alpina italo-canadese originario di Villa Zaccheo di Castellalto, in provincia di Teramo. Il recupero dei cinque corpi è avvenuto nella regione di Rolwaling, nell’area dello Yalung Ri, a circa 5.400 metri di quota. Dopo essere stati individuati grazie al progressivo scioglimento della neve, i cinque sono stati recuperati nella mattinata di domenica da una squadra guidata dall’alpinista nepalese Phurba Tenzing Sherpa e da un elicottero. Quattro salme sono state poi trasferite a Kathmandu, mentre quella della guida nepalese Padam Tamang è stata consegnata alla famiglia a Charikot, nel distretto di Dolakha. Le famiglie di Marco Di Marcello, Markus Kirchler e del tedesco Jakob Schreiber sono già arrivate a Kathmandu per le procedure di identificazione e per ricevere i propri cari.
Valanga assassina
La vicenda era iniziata la mattina del 3 novembre 2025, quando una gigantesca massa di neve e ghiaccio si era abbattuta sul campo base dello Yalung Ri, nel distretto di Dolakha, nella regione di Rolwaling. Lo Yalung Ri raggiunge i 5.630 metri di altitudine e faceva parte del programma di acclimatamento della spedizione, che prevedeva poi la salita verso il Dolma Khang, una vetta di oltre 6.300 metri. La valanga travolse sette alpinisti. Due di loro, l’italiano Paolo Cocco e il francese Christian Andre Manfredi, furono recuperati il 5 novembre, mentre gli altri cinque sono rimasti dispersi per nove mesi. Altre cinque persone rimasero ferite e furono portate in salvo. La tragedia dello Yalung Ri si inserì in una serie di incidenti provocati dalle condizioni meteorologiche estreme che in quei giorni colpirono diverse zone dell’Himalaya nepalese. Tra le vittime di un’altra valanga, sul Panbari Himal, ci furono anche gli italiani Alessandro Caputo e Stefano Farronato, il cui incidente è distinto da quello dello Yalung Ri. La stessa sequenza di tragedie aveva portato complessivamente a nove vittime italiane e straniere nei diversi incidenti avvenuti in quei giorni. Nelle operazioni di ricerca e soccorso erano stati coinvolti anche tecnici italiani. Tra loro c’erano l’alpinista Michele Cucchi e l’elipilota Manuel Munari, impegnati nelle difficili operazioni condotte sulle montagne himalayane.
La montagna non perdona

L’annuncio del ritrovamento è arrivato attraverso la società di spedizioni Dreamers Destination Treks and Expedition. La missione di recupero è stata coordinata insieme a Wilderness Outdoor e guidata da Phurba Tenzing Sherpa, alpinista locale di Rolwaling e detentore di un record mondiale Guinness. “Il cinque alpinisti scomparsi nell’avvallamento di Yalung il 3 novembre 2025 sono stati ritrovati a circa 5.400 metri nella regione di Rolwaling, domenica mattina”, ha comunicato la società, accompagnando l’annuncio con un messaggio rivolto alle famiglie: “Le più sincere condoglianze alle famiglie”. Phurba Tenzing Sherpa ha spiegato che la squadra ha dovuto attendere tre giorni nella regione prima di trovare una finestra di bel tempo sufficiente per raggiungere l’area. “Tutti e cinque i corpi sono stati recuperati questa mattina da un elicottero e dalla nostra squadra di soccorso”, ha dichiarato lo sherpa, secondo quanto riferito dall’Agence France Presse. I cinque alpinisti sono il canadese-italiano Marco Di Marcello, l’italiano Markus Kirchler, il tedesco Jakob Schreiber e le due guide nepalesi Padam Tamang e Mere Karki. I loro corpi sono rimasti sepolti per nove mesi sotto la neve, dopo la valanga che aveva colpito il gruppo mentre saliva verso lo Yalung Ri.
(Fonte: IlGiornale)

