È finita dopo mesi di ricerche l’attesa per Marco Di Marcello, l’alpinista italiano disperso dallo scorso novembre in Nepal dopo essere stato travolto da una valanga. I soccorritori hanno individuato il suo corpo insieme a quelli di altri quattro alpinisti sui versanti inferiori dello Yalung Ri, montagna di 5.630 metri situata vicino al confine tra Nepal e Tibet. A dare notizia del ritrovamento è stato un funzionario del governo locale citato dall’Afp: «Da quando sono scomparsi, abbiamo dispiegato l’esercito, la polizia e le squadre di soccorso locali per cercarli, ma la neve alta aveva ricoperto i loro corpi», ha detto il funzionario. I cinque alpinisti risultavano dispersi dalla valanga dello scorso anno e per mesi le operazioni di ricerca non avevano permesso di localizzarli a causa dell’enorme quantità di neve accumulata nella zona.
Sono partiti per Katmandu (Nepal) Gianni e Antonietta, il fratello e la mamma di Marco Di Marcello.
La loro partenza, che segue a poche ore di distanza quella dal Canada della moglie del disperso, è collegata al ritrovamento nei giorni scorsi, nella neve in discioglimento e nell’area dell’incidente, di 5 cadaveri che si presume possano appartenere agli alpinisti dispersi e quindi uno di questi al loro congiunto.

Mamma e fratello di Marco (il papà Francesco è impossibilitato in quanto ricoverato in ospedale) sono partiti senza attendere l’eventuale chiamata dalla Farnesina. Nonostante i contatti con il ministero degli Esteri attraverso le entrature del sindaco di Teramo, Gianguido D’Alberto, e qualche altro tanto sbandierato intervento presso il ministero, i canali istituzionali come accaduto già nella purtroppo triste fase delle ricerche, non hanno offerto grande sostegno secondo le aspettative della modesta famiglia di Villa Zaccheo.
A cominciare dall’aspetto economico, l’altra faccia di questa tragedia. I famigliari ancora oggi affrontano spese di migliaia di euro solo per raggiungere Katmandu, sperando di riavere indietro un corpo su cui piangere, in attesa di sborsare altro denaro per il rientro della salma. Il loro è un viaggio al buio, perché non sanno se tra quei corpi c’è anche Marco: il recupero è stato anche oggi vanificato dalle avverse condizioni meteo. Ma i tentativi verranno ripetuti fino al successo delle operazioni, come ha assicurato Biswash Karki, presidente della municipalità rurale di Gaurishankar.
Ogni anno sono migliaia le vittime della montagna in tutto il mondo.
(Fonti: Leggo, emmelle.it)

