Mentre in Quebec si svolgono le celebrazioni del mese del Pride, i candidati politici appartenenti alla comunità Lgbtq+, in corsa per le elezioni provinciali d’autunno, lanciano l’allarme per l’ondata di messaggi d’odio a loro rivolti.
Lo riporta The Canadian Press.
Il partito Québec solidaire afferma di trovarsi attualmente ad affrontare una valanga di odio online di proporzioni “eccezionali” e “preoccupanti”, diretta contro i propri candidati Lgbtq+.

“Siamo preoccupati e credo che tutti i candidati e i leader di partito debbano prestare attenzione alla propria retorica”, ha dichiarato la presidente del partito Roxane Milot, candidata in una circoscrizione di Montréal.
Milot, dichiaratasi bisessuale, ritiene che la violenza online contro i candidati appartenenti a gruppi minoritari scoraggi le persone provenienti da contesti diversi dall’ingresso in politica.
“Esiste un legame diretto. Abbiamo notato che per molte persone provenienti da contesti diversi, che siano queer, donne o appartenenti altre minoranze, è stato più difficile convincerle a candidarsi – ha affermato -. Collaboriamo strettamente con le organizzazioni Lgbtq+ che ci dicono che in Quebec la situazione sta peggiorando di giorno in giorno. È davvero allarmante”. Milot ha raccontato di essere stata recentemente bersaglio di messaggi d’odio e di “troll” sui social media.
Eppure il Canada ha sempre dimostrato di essere uno stato laico connotato da una sincera e libera apertura mentale.
L’odio trova sempre proseliti, purtroppo.
(Fonte: ANSA)

