Trump vuole a tutti i costi il petrolio della Groenlandia

Mentre il presidente degli Stati Uniti pubblica sul suo social Truth un’immagine postata più volte che lo ritrae spuntare da dietro le montagne della Groenlandia con la scritta “Hello, Greenland”, una compagnia petrolifera americana a lui vicina si starebbe preparando a perforare pozzi “pur non avendo ottenuto l’autorizzazione dalle autorità locali”. Questa la rivelazione del quotidiano britannico The Guardian in un articolo firmato da Tom Burgis.

“Nei giorni scorsi sono stati sbarcati sulla costa orientale della Groenlandia materiali preparatori per le trivellazioni” scrive il giornalista e ciò ha spinto il governo della Groenlandia a lanciare un “forte avvertimento”, precisando che non era stata concessa alcuna autorizzazione per lo sbarco. “Tutte le future questioni logistiche devono essere concordate e approvate dall’autorità per le risorse minerarie, prima di essere attuate”, ha dichiarato il governo in un comunicato.

“Due giorni dopo, Trump ha pubblicato il suo ultimo post minaccioso su Truth Social, mostrandosi in piedi sopra un villaggio groenlandese”.

Nell’articolo si spiega che “i dirigenti della società texana Greenland Energy, fondata lo scorso anno, hanno affermato che sotto la regione di Jameson Land potrebbero esserci riserve di petrolio per un valore di 1.000 miliardi di dollari. Hanno annunciato l’intenzione di investire 60 milioni di dollari nella perforazione di due pozzi per verificarlo”.

Il quotidiano rivela come “sebbene la Groenlandia abbia smesso di rilasciare nuove licenze petrolifere nel 2021 per motivi ambientali, una società britannica chiamata 80 Mile si è assicurata i diritti di esplorazione nella Terra di Jameson” e alcuni “documenti di Greenland Energy affermano che acquisirà una quota di maggioranza nel progetto in cambio del finanziamento dell’esplorazione”.

Il presidente e azionista di maggioranza di Greenland Energy, Larry Swets, osserva ancora The Guardian “sembra godere di una buona posizione nella cerchia di Trump” affermando “che il progetto petrolifero ‘non è legato all’annessione americana’ ”.

Il quotidiano britannico racconta poi che la società “Greenland Energy ha rifiutato di rispondere alle domande del Guardian” e in una lettera inviata agli azionisti ha dichiarato: “I recenti incontri di alto livello tra i responsabili del progetto e le autorità di regolamentazione e vigilanza groenlandesi sono stati costruttivi e continuiamo a essere incoraggiati dai progressi compiuti verso le restanti autorizzazioni necessarie per le trivellazioni”.

In quanto territorio semi-autonomo della Danimarca, “le decisioni sulle risorse naturali della Groenlandia spettano ai suoi leader locali eletti”.

Intanto, il governo della Groenlandia ha dichiarato che “non sarebbe proporzionato” chiedere la rimozione delle attrezzature e “che la richiesta di autorizzazione è ancora in fase di elaborazione”.

Per quel che riguarda i tempi dell’operazione, il Guardian scrive: “Un rappresentante di Greenland Energy ha dichiarato che una nave con a bordo 300 container di attrezzature per la perforazione salperà dal Canada il 12 settembre” e “la perforazione dei pozzi inizierà a ottobre”.

Aggiungendo: “Jeff Landry, il governatore di estrema destra della Louisiana ha affermato che la Groenlandia potrebbe iniziare a estrarre petrolio già il prossimo anno”.

Addio, orsi polari.

(Fonti: The Guardian, Rainews24)

Da Nicola Gallo

Partenopeo, diploma di Maturità Classica (Lic.Stat. G.B.Vico), Laurea in Scienze Politiche conseguita presso l'Università degli Studi di Napoli Federico II. Frequentazione parziale di Belle Arti. "Per aspera ad Astra, ad Astra ad Infinitum". Informare è un dovere, è un diritto. Informare ed essere informati, per il bene di tutti.