Ogni anno, l’8 agosto, fotografie, video e meme dedicati ai nostri amici felini invadono social network e siti di tutto il mondo. Dietro la Giornata Internazionale del Gatto c’è molto più della semplice ricorrenza.
La sua origine è legata alla tutela, al benessere e ai diritti degli animali di uno degli animali domestici (il Felis catus) più diffusi, ma anche più facilmente fraintesi dal punto di vista dell’etologia felina.
Quando nasce la Giornata Internazionale del Gatto
La Giornata Internazionale del Gatto viene istituita nel 2002 dall’International Fund for Animal Welfare (IFAW), organizzazione internazionale impegnata nella protezione degli animali. L’obiettivo originario era aumentare la consapevolezza sui bisogni dei gatti, sulle condizioni degli animali senza proprietario e sull’importanza di una corretta gestione di quelli che vivono nelle nostre case.
Un cambiamento importante arriva nel 2020, quando la gestione della giornata passa a International Cat Care, organizzazione britannica attiva dal 1958 nel campo della salute e del benessere felino. Il passaggio rafforza ulteriormente l’aspetto divulgativo della ricorrenza: nelle prime edizioni coordinate dall’associazione vengono affrontati temi come comportamento, salute, sterilizzazione, gatti randagi e rapporto tra il felino e l’ambiente domestico.
Oggi la Giornata Internazionale del Gatto è diventata anche una grande celebrazione social. Basta aprire Instagram, TikTok o Facebook l’8 agosto per trovare fotografie, video e racconti dedicati ai felini di casa.
International Cat Care insiste soprattutto su un concetto: per prendersi cura correttamente di un gatto bisogna conoscerne i bisogni specifici e rispettarne il comportamento.
La storia della ricorrenza è abbastanza semplice da ricostruire. Più complicato è capire perché sia stato scelto proprio l’8 agosto. Molte fonti attribuiscono alla data significati legati alla stagione estiva o al comportamento dei felini, ma non compaiono motivazioni ufficiali.
Gattizzazione!
Dal 2020, da quando International Cat Care ha preso in mano la gestione, la ricorrenza ha assunto un carattere più nettamente educativo. Ogni anno viene scelto un tema, che orienta contenuti, campagne social e materiali divulgativi. La Giornata Internazionale del Gatto, attraverso i temi scelti ogni anno, cerca soprattutto di spingere i proprietari (e chi ci lavora) a riflettere su aspetti specifici della vita dei felini.
Alcuni esempi recenti:
- nel 2023 il tema è stato “Purrfect Play Every Day”: l’invito era a dedicare almeno cinque minuti al giorno di gioco strutturato. Secondo i dati diffusi dall’associazione, meno del 30% dei proprietari lo faceva regolarmente.
- nel 2024 si è puntato su “Celebrate Cats”, con un’enfasi sulla condivisione consapevole e sul sostegno alle associazioni.
- nel 2025 il focus è diventato “Cat Friendly Every Day”: interazioni rispettose, arricchimento ambientale, ambienti adatti, gestione dello stress in clinica e a casa.
- nel 2026 il tema è “ThinkCAT”: un acronimo che richiama modi di interagire cat-friendly, visite veterinarie annuali e consigli pratici per tutte le fasi della vita del gatto.
Perché ci sono più giornate dedicate ai gatti?
L’8 agosto non è l’unica data che può comparire sul calendario cercando una giornata del gatto. Diversi Paesi hanno infatti istituito proprie ricorrenze nazionali e in Italia la più conosciuta cade il 17 febbraio, spesso associata anche a iniziative di pet therapy e incontri tematici.
La Festa nazionale del gatto italiana nasce nel 1990 grazie alla giornalista Claudia Angeletti, che sulla rivista Tuttogatto invitò i lettori a proporre una data. A vincere fu quella suggerita dalla lettrice Oriella Del Col: il 17 febbraio. Tra le motivazioni figuravano il legame di febbraio con il segno dell’Acquario, associato agli spiriti liberi, e il desiderio di giocare con le superstizioni che storicamente hanno accompagnato sia il numero 17 sia i gatti neri.

In passato ho avuto un’intera famiglia, Panterò, Sissi, Tigra, Maska e il mio preferito, Cagliostro. Mi mancano.
Ora c’è un gatto che viene a trovarmi, è il maschio alfa del quartiere. E’ un gatto arancione, sembra una tigre, è dolcissimo, ogni tanto mi mordicchia, ma è un amore. Mangia, riposa, poi se ne va. Ormai sono 3 anni.
Sembra Garfield, gli somiglia moltissimo.
(Fonte: Leggo)

