Arrestato 16enne nel Comasco: l’accusa è terrorismo

Diverse chat con contenuti di matrice neonazista, antisemita e jihadista, immagini di propaganda terrorista. L’arresto dell’italiano 16enne di origine straniera, residente nel Comasco, ripropone il fenomeno della radicalizzazione giovanile e dell’aumento dei minorenni, coinvolti nelle operazioni anti-terrorismo. Un tema su cui ha puntato l’attenzione anche l’ultima Relazione annuale dell’Intelligence sottolineando che “dalle indagini condotte sul territorio nazionale nei confronti degli ambienti accelerazionisti, ma anche di quelli contigui all’estremismo di matrice jihadista, emerge una chiara tendenza all’abbassamento dell’età dei soggetti coinvolti” e “la quota dei minorenni è in costante crescita”.

Le cronache provano che gli arresti di giovanissimi sono sempre più frequenti. Il 17 luglio scorso una ragazza di 17 anni, italiana residente in provincia di Pavia, è stata arrestata dalla polizia per partecipazione ad associazione con finalità di terrorismo internazionale. Secondo gli investigatori la ragazza avrebbe condiviso materiale propagandistico ed espresso, in più occasioni, la volontà di compiere il martirio “in nome di Allah”. Il 17 giugno 2026 la polizia ha arrestato un ragazzo di 16 anni, residente in provincia di Bologna, indagato per detenzione di materiale con finalità di terrorismo: durante una perquisizione sono stati trovati fogli A4 con disegni, simboli ed emblemi riconducibili all’ideologia suprematista e pagina dattiloscritta con indicazioni per la realizzazione di un giubbotto antiproiettile artigianale. Tra il materiale trovato anche un video integrale dell’attentato terroristico a Christchurch (Nuova Zelanda) nel 2019 con messaggi nei quali l’autore della strage veniva indicato come modello da emulare.

Il 25 maggio scorso la polizia di Reggio Emilia e Bologna ha fermato un 22enne italiano, di origini marocchine, con l’accusa di arruolamento con finalità di terrorismo anche internazionale. Il ragazzo, già monitorato dal 2024 quando era stato arrestato in Germania, si era dichiarato più volte un sostenitore dello Stato Islamico. La polizia di Firenze invece, il 20 maggio scorso, ha arrestato un tunisino di 15 anni con l’accusa di arruolamento con finalità di terrorismo internazionale: attraverso piattaforme di messaggistica social interagiva con profili riconducibili all’estremismo islamista radicale e, alcuni messaggi, si sarebbe dichiarato pronto ad agire e mostrandosi interessato alla ricerca di armi.

Ma cosa hanno questi giovani che non va? Troppi videogiochi violenti? Troppe chat con persone oscure?

Sta di fatto che dobbiamo preoccuparci, il rischio che uno di questi “novelli terroristi” possa fare il salto di qualità è più che reale.

(Fonte: Adnkronos)

Da Nicola Gallo

Partenopeo, diploma di Maturità Classica (Lic.Stat. G.B.Vico), Laurea in Scienze Politiche conseguita presso l'Università degli Studi di Napoli Federico II. Frequentazione parziale di Belle Arti. "Per aspera ad Astra, ad Astra ad Infinitum". Informare è un dovere, è un diritto. Informare ed essere informati, per il bene di tutti.