Giorgetti si rivolge alla Camera: “Chiederemo a UE flessibilità per energia e 0,9% del PIL per difesa”

Il governo, dopo un confronto con la Commissione europea e previa autorizzazione del Parlamento, intende sfruttare integralmente il margine di flessibilità previsto dalla clausola di salvaguardia europea per la sicurezza energetica e la difesa. La richiesta riguarderà lo 0,6% del Pil per l’energia, pari a 14,4 miliardi di euro, e lo 0,9% per la difesa, cioè 21,7 miliardi, per un totale dell’1,5% del Pil nel triennio fino al 2028. Lo ha spiegato il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti nelle comunicazioni attese alla Camera sull’attivazione della clausola prevista dalle nuove regole di bilancio dell’Ue. Al termine dell’informativa è stata votata la risoluzione di maggioranza che autorizza il governo a chiedere l’attivazione della misura: con 181 voti favorevoli, 126 contrari e 12  astenuti. La risoluzione è stata presentata dal  centrodestra sulle comunicazioni del ministro dell’Economia e riformulata dopo la richiesta del Governo. Non votato, in  quanto precluso dalla precedente votazione, il documento presentato da Pd-M5S e AVS, sul quale il Governo aveva espresso parere contrario,  come su quelli di Azione, Italia viva, Più Europa e Futuro nazionale,  tutti respinti.

“La clausola originaria era quella sulla difesa, era 1,5% l’anno”, ha ricordato il titolare di via XX Settembre. “Quello che c’è di nuovo è che nell’ambito di questo 1,5%, uno 0,3% all’anno, per un massimo di 0,6%, può essere dedicato alla sicurezza energetica. E quindi noi sicuramente chiederemo tutto il massimo, poi vediamo cosa ci dicono, per la sicurezza energetica, cioè 0,3% più 0,3% uguale 0,6%. Per la parte difesa invece non prenderemo il massimo e ci fermeremo a 0,9%“. In ogni caso lo 0,9% è il massimo previsto dalla attuale versione della clausola.

“La richiesta di attivazione della clausola potrà essere oggetto di aggiornamenti e integrazioni e lo Stato membro si impegnerà all’atto della richiesta a fornire – due volte l’anno, entro il 15 aprile ed entro il 15 ottobre, – informazioni utili al monitoraggio dell’attuazione degli interventi, affinché la CE possa tenerne conto nelle proprie previsioni e nelle valutazioni di sorveglianza”. E ancora: “Alla ripartizione delle risorse nei diversi esercizi finanziari e alla redisposizione delle disposizioni necessarie per l’attuazione degli interventi si procederà, con la prossima manovra di bilancio, solo successivamente all’approvazione della risoluzione di cui all’articolo 6 della legge n.243 del 2012, in attesa – come ricordato – della approvazione della nuova disciplina contabile. Solo in quel momento il Parlamento delibererà il cosiddetto scostamento di bilancio”.

 

(Fonte: IlMattino)

Da Nicola Gallo

Partenopeo, diploma di Maturità Classica (Lic.Stat. G.B.Vico), Laurea in Scienze Politiche conseguita presso l'Università degli Studi di Napoli Federico II. Frequentazione parziale di Belle Arti. "Per aspera ad Astra, ad Astra ad Infinitum". Informare è un dovere, è un diritto. Informare ed essere informati, per il bene di tutti.