Caso Delmastro, la Camera nega alla procura l’acquisizione delle chat. Opposizione in protesta

L’Aula della Camera, a scrutinio segreto, ha confermato quanto già votato dalla Giunta delle autorizzazioni, non consentendo alla magistratura di sequestrare e utilizzare le chat dell’ex sottosegretario Delmastro con Caroccia.

I voti contro l’uso delle chat e a favore della relazione della Giunta sono stati 206, i voti a favore del sequestro delle chat sono 133.

Hnno votato per non autorizzare la magistratura all’uso delle chat di Delmastro tutti i partiti di maggioranza e gli 8 deputati di Futuro Nazionale con Vannacci. Hanno invece votato a favore dell’autorizzazione all’utilizzo delle chat le forze di opposizione: Pd, M5s, Avs, Iv, Azione.

La giunta ha deciso con un voto a maggioranza di non fare ulteriori istruttorie sul caso Delmastro dopo la lettera inviata dal procuratore di Roma, Lo Voi  e quindi di confermare il no alla richiesta di autorizzazione al sequestro delle chat tra l’ex sottosegretario alla Giustizia di Fdi e Mauro Caroccia, presunto prestanome del clan Senese.

Il presidente della Giunta per le Autorizzazioni Devis Dori ha deciso di non mettere ai voti la questione dell’accesso e della consultabilità delle chat “per non creare un precedente pericoloso”. Dori aveva deciso la scorsa settimana di far consultare le chat inviate dalla procura di Roma ai membri della Giunta, decisione bloccata dal presidente della Camera Lorenzo Fontana con una convocazione della Giunta per il Regolamento che ha rimesso la decisione finale al voto di oggi.

“La Giunta per le autorizzazioni – ha sottolineato Dori – è un organo di garanzia che non può affidare alle maggioranze di turno decisioni sensibili”. “La Giunta si è invece espressa a maggioranza contro la proposta di integrazione istruttoria, che a mio parere sarebbe stata necessaria. Col voto della maggioranza di negare l’integrazione istruttoria diventa pertanto impossibile visionare il contenuto della documentazione inviata dalla Procura di Roma che, quindi, rimarrà inaccessibile”, ha concluso.

L’ opposizione protesta

Nel frattempo l’opposizione protesta, ovviamente. Il Movimento 5 Stelle ha portato in Aula una piccola cassaforte simbolica esponendo striscioni con le scritte “Fuori le chat!” e “Aprite la cassaforte!”. Il capogruppo M5S Riccardo Ricciardi ha puntato il dito sui rapporti tra Delmastro e Caroccia, citando le vicende giudiziarie legate a quest’ultimo, mentre Federico Gianassi (PD) ha incalzato la maggioranza accusando la destra di sacrificare le esigenze di giustizia per tutelare la segretezza delle conversazioni.

L’intervento di Elly Schlein, che commenta: “Il Parlamento oggi è chiamato a prendere  una decisione che va molto oltre il caso concreto su cui deve  pronunciarsi. Perché il voto che stiamo per dare non è un voto  soltanto che dirà molto rispetto alla vicenda che coinvolge  l’onorevole Del Mastro, ma anche e soprattutto sul rapporto tra  Parlamento e magistratura, sul modo in cui si intendono le prerogative previste dalla Costituzione e quelle dei parlamentari della Giunta per le Autorizzazioni e più profondamente dell’idea che della legalità ha  la maggioranza che in questo momento governa il paese e che mette in  pratica quando essere coinvolto è uno dei suoi esponenti due pesi e  due misure. Giustizialisti con gli avversari e iper garantisti sempre  con i propri colleghi di partito”. “Nessuno sta chiedendo a quest’aula di fare un processo, non è il nostro mestiere, chiediamo di far fare ai magistrati il loro mestiere. Si chiede di non far saltare un processo per fatti connessi alla mafia. Il governo dovrebbe occuparsi dei problemi degli italiani e non dei propri problemi, tutte le vostre energie sono concentrate su voi stessi” ha aggiunto Elly Schlein in aula alla  Camera.

La maggioranza replica

Il relatore per la maggioranza in giunta per le autorizzazioni Pietro Pittalis, intervenuto per primo, ha spiegato all’assemblea i motivi della proposta di diniego per la procura all’acquisizione delle chat deliberata a maggioranza dalla giunta.Negare l’acquisizione delle chat di Delmastro “non impedisce a magistrati di proseguire negli accertamenti. Difendere l’articolo 68 significa pretendere che la legge sia rispettata”, ha detto Pittalis. A suo avviso, sostenere che negare l’autorizzazione significhi elevare uno “scudo per ostacolare il lavoro della magistratura” è un “argomento inconsistente e pericoloso”.Se nel mirino è l’articolo 68, le opposizioni a questo punto “abbiano la coerenza di proporre una legge di revisione costituzionale”, ha aggiunto. Pittalis ha citato i casi Open e Scarpinato affermando: in quest’ultima situazione “il M5s sostenne la posizione della guarentigia prevista dall’articolo 68 della Costituzione”.

L’estate è calda, ma il prossimo autunno sarà rovente, tra bagarre politiche e polemiche. Maggioranza e opposizione sembrano due fidanzati che litigano su dove andare a ballare.

Una domanda a chi legge questo articolo: è mai esistito un governo senza scandali o scheletri nell’armadio? E le opposizioni, a che servono?

(Fonte: IlMessaggero)

Da Nicola Gallo

Partenopeo, diploma di Maturità Classica (Lic.Stat. G.B.Vico), Laurea in Scienze Politiche conseguita presso l'Università degli Studi di Napoli Federico II. Frequentazione parziale di Belle Arti. "Per aspera ad Astra, ad Astra ad Infinitum". Informare è un dovere, è un diritto. Informare ed essere informati, per il bene di tutti.