Piove poco e si (dis)perde acqua “strada facendo”

La Campania soffre una delle più gravi crisi idriche degli ultimi anni, con un’allarme siccità che si estende su tutta la regione, minacciando settori vitali come l’agricoltura e la fornitura d’acqua potabile.

La mancanza di piogge ha portato al calo delle riserve idriche. La provincia di Salerno, la Costiera Amalfitana, il Cilento e le isole di Ischia e Capri sono tra le zone più colpite, con gli invasi idrici che non riescono a garantire un approvvigionamento adeguato.

Questo ha infierito sull’agricoltura locale, un settore fondamentale per l’economia campana, con colture che rischiano di essere compromesse.

I dati ISTAT mostrano che in Campania. la rete idrica presenta notevoli inefficienze, con perdite che raggiungono il 56.5% a Salerno e il 46% ad Avellino e Caserta, aggravando ulteriormente la crisi. A Napoli, la situazione è leggermente migliore, ma comunque critica, con un tasso di dispersione del 34.3%.

La situazione è grave che molte regioni italiane, compresa la Campania.

Diverse iniziative sono state messe in atto per risparmiare acqua, come il razionamento e il divieto di utilizzo dell’acqua per scopi non essenziali.

L’urbanizzazione selvaggia ha ulteriormente complicato lo scenario, impermeabilizzando vaste superfici di terreno che una volta avrebbero contribuito alla rigenerazione delle falde acquifere.

E’ fondamentale che i cittadini campani adottino comportamenti più sostenibili nell’uso dell’acqua e che le istituzioni investano in infrastrutture più efficienti per la gestione delle risorse idriche.

Purtroppo paghiamo lo scotto di amministrazioni passate che con il loro lassismo hanno portato all’attuale situazione.

Da ALESSANDRO FUCCI

Tributarista di Esperienza. Esperto in Fisco e Tasse. Classe '77 . Conosciuto per la capacità di risollevare gli imprenditori in difficoltà.

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