Caldo record in Italia, parla il meteorologo Mercalli

Il caldo estremo non si ferma. Le ondate di calore prolungate e asfissianti non sono più un’eccezione, ma la nuova normalità. Eppure, avverte il climatologo Luca Mercalli, politica ed economia continuano a sottovalutare un’emergenza che diventa sempre più grave. Dal riscaldamento delle città alla necessità di ridurre le emissioni, passando per il trasferimento in montagna e il rischio di assuefarsi al caldo estremo, Mercalli delinea un quadro preoccupante del presente e del futuro. Ma lancia anche un messaggio chiaro: le soluzioni ci sono, a patto di avere il coraggio di metterle in pratica.

Siamo alla quarta ondata di calore dell’estate.

«L’ estate del caldo record che quest’anno potrebbe essere superata nei valori. Ci sorprende perché è la quarta ondata, ma negli ultimi anni episodi di caldo africano si sono ripetuti con grande frequenza. Ogni volta ci stupiamo, quando invece dovremmo concentrarci sulle cause, cioè il riscaldamento globale. È un tema che continua a non entrare davvero nella testa della politica, dell’economia e, spesso, anche della società».

Il cambiamento climatico continua a essere affrontato solo durante le emergenze

«Quando a ottobre torna il fresco sembra che il problema sparisca. In realtà il cambiamento climatico richiede l’applicazione degli accordi di Parigi e un cambiamento radicale dell’approccio mondiale all’ambiente. Se non riduciamo le emissioni di gas serra, il futuro sarà ancora peggiore: anno dopo anno le temperature continueranno a salire».

«Il corpo umano ha dei limiti. Quando si supera una certa soglia si entra nello stress ipertermico e si può morire. È probabile che anche quest’estate si registrino in Europa decine di migliaia di vittime legate al caldo. Il problema è che questi dati vengono elaborati mesi dopo e, quando arrivano, non fanno più notizia».

Ad una naturale tendenza del pianeta a cambiare clima si affianca l’opera dell’uomo, con l’immissione nell’atmosfera di gas serra ed un comportamento irresponsabile che aggrava anno dopo anno la situazione.

Il Titanic affonda ma nessuno se ne è accorto, a parte quelli che credono ci sia abbastanza posto (per loro) sulle scialuppe di salvataggio.

(Fonte: IlMattino)

Da Nicola Gallo

Partenopeo, diploma di Maturità Classica (Lic.Stat. G.B.Vico), Laurea in Scienze Politiche conseguita presso l'Università degli Studi di Napoli Federico II. Frequentazione parziale di Belle Arti. "Per aspera ad Astra, ad Astra ad Infinitum". Informare è un dovere, è un diritto. Informare ed essere informati, per il bene di tutti.