L’agonia è giunta alla conclusione dopo 9 anni. Mattia Maestri è morto a 13 anni, ma era in coma da quando ne aveva 4 per aver mangiato del formaggio a latte crudo contaminato da escherichia coli. È stato il papà Giovanni Battista Maestri a dare la notizia tramite il quotidiano Il Tempo: «Il nostro Mattia ci ha lasciati e a nome suo vi ringrazio per aver contribuito a rendere meno dolorosa la sua scomparsa».
Una sentenza della Cassazione aveva confermato il nesso di causa rendendo irrevocabili le condanne per lesioni colpose di due responsabili di un caseificio. Il padre aveva anche fondato un’associazione di consumatori dedicata ai «rischi connessi ai prodotti alimentari intrinsecamente pericolosi».
La contaminazione e la sindrome emolitico-uremica
Il 5 giugno 2017 Mattia, 4 anni, mangia il formaggio prodotto con latte crudo Due Laghi del caseificio sociale di Coredo, in Val di Non, contaminato da escherichia coli e contrae la Seu. È morto oggi, 2 agosto 2026, dopo 9 anni di coma. La Seu (sindrome emolitico-uremica) è una malattia che colpisce i bambini attraverso la formazione di piccoli coaguli di sangue in tutto il corpo. I coaguli bloccano il flusso del sangue a cervello, cuore e reni. Il trattamento prevede supporto delle funzioni vitali essenziali ed emodialisi. La lesione renale causa un accumulo di urea nel sangue. Di solito è collegata alla porpora trombocitopenica trombotica (PTT). I coaguli ostruiscono i vasi sanguigni e il loro blocco causa danni agli organi. La loro presenza indica anche un consumo eccessivo di piastrine. Con rischio di trombocitopenia.
Una morte ingiusta. Una fatalità che poteva essere evitata se fosse stata rispettata la giusta profilassi.
(Fonte: Leggo)

