Un traffico illegale di accessori di alta moda realizzati con pelli di specie protette, tra cui canguri, pitoni, struzzi, squali e coccodrilli: è quanto è stato intercettato all’aeroporto Leonardo da Vinci di Fiumicino dal personale dell’Agenzia delle dogane e dei monopoli dell’Ufficio Adm Lazio 2 e dalla Guardia di Finanza di Roma. Quanto scoperto in aeroporto ha condotto a svelare un “commercio parallelo” di articoli di lusso destinati a note case di alta moda. A Fiumicino sono state intercettate diverse spedizioni commerciali contenenti calzature e accessori di alta moda realizzati con pelli pregiate. Si trattava di flussi di merce sia in importazione dal Messico, sia in esportazione dall’Italia verso gli Stati Uniti d’America, il cui contenuto era stato falsamente dichiarato come “stivali da cowboy”.
La documentazione doganale delle spedizioni certificava la non appartenenza della merce a specie protette, ma l’ispezione fisica dei plichi ha invece rivelato che gli accessori erano realizzati con pelli di animali che godono del massimo livello di protezione internazionale a causa del grave rischio di estinzione nei loro habitat naturali. Nello specifico, sono stati rinvenuti manufatti in pelle di canguro (Macropodidae spp), struzzo (Struthionidae spp) e pitone moluro (Python Bivittatus).
Il “commercio parallelo”
Le indagini, coordinate dalla procura di Civitavecchia e condotte dalle Fiamme Gialle del Gruppo della Guardia di Finanza di Fiumicino insieme al personale Adm, hanno svelato l’esistenza di un “commercio parallelo” di articoli di lusso destinati a note case di alta moda. La ricostruzione della filiera illecita ha portato all’esecuzione di perquisizioni su tutto il territorio nazionale, consentendo di individuare e sottoporre a sequestro ulteriori accessori di pelletteria già pronti per l’immissione sul mercato e privi di documentazione Cites, tra cui stivali e cinture in pelle di squalo (Carcharhinidae spp), sauro (Teiidae spp) e coccodrillo (Crocodylia spp). L’operazione si inquadra nel più ampio dispositivo di contrasto al commercio internazionale illegale di fauna e flora selvatica, a tutela della biodiversità, principio inserito dal 2022 tra i fondamenti della Costituzione Italiana.
Indossare pelli di animali morti
Nonostante siamo arrivati al 2026, esiste ancora gente che gode nell’indossare pelle di animali morti, sfoggiandola con tanta superbia.
Ci vuole coraggio, anzi, stomaco, per andare in giro con qualcosa derivato dalla vita di creature, che tra l’altro, sono ormai a rischio estinzione.
Già in passato l’uomo è stato colpevole dell’estinzione, diretta e indiretta, di tante specie animali, sia per necessità alimentare che per voluttà.
Naturalmente per chi è senza scrupoli, il traffico sventato a Fiumicino è solo una parte del fenomeno che ha dimensioni globali.
Era di anni fa lo scandalo di finte pellicce, spacciate per sintetiche, ma in realtà ricavate da pelo di gatti. Ovviamente dalla Cina, paese dove persino scarafaggi e scorpioni hanno un loro mercato.
(Fonte: Adnkronos)

