La risposta dell’Arabia Saudita alla campagna marittima degli houthi ha assunto forma istituzionale giovedì, quando Riyad ha ospitato rappresentanti di 43 Paesi – sui 51 invitati – dell’UE per discutere la creazione di una nuova Coalizione multinazionale di difesa marittima.
Quattordici Paesi hanno firmato una dichiarazione istitutiva, tra cui Pakistan, Turchia, Egitto, Giordania e Gibuti.
La coalizione è pensata per proteggere la libertà di navigazione e le rotte di approvvigionamento energetico attraverso lo stretto di Bab al-Mandeb, il Mar Rosso e il Golfo di Aden.
L’Arabia Saudita sarà il Paese fondatore e guida e ospiterà la sede permanente, il comando congiunto e il centro operativo della coalizione.
Il ministero della Difesa saudita ha precisato che la porta resta aperta ad altri Paesi che vorranno aderire, una volta concluse le procedure nazionali.
L’UE, che già gestisce la missione navale di protezione Aspides nel Mar Rosso, ha inviato una delegazione ma non ha firmato l’accordo. Non è ancora chiaro in che modo la nuova coalizione guidata dai sauditi si coordinerà con la missione europea esistente.
Gli houthi hanno annunciato la scorsa settimana un blocco navale contro l’Arabia Saudita a partire dal 20 luglio. Nel frattempo, il movimento ha rivendicato un attacco contro una petroliera saudita al largo del porto di Jazan, sulla costa meridionale del Mar Rosso del regno saudita.
Da allora Riyad ha lanciato raid aerei contro posizioni militari e infrastrutture degli houthi a Hodeidah, il principale porto yemenita sul Mar Rosso.
(Fonte: Euronews)

