Migliaia di motorini elettrici, importati dalla Cina, erano venduti illegalmente come bici con pedalata assistita e non conforme alle norme di sicurezza europee e italiane, non sicuri per la circolazione e pericolosi per la salute dei consumatori.
Maxi sequestro dei finanzieri del comando provinciale di Palermo in esecuzione di un decreto emesso dal Gip di Palmi su richiesta della procura calabrese. Nell’inchiesta sono indagati, per frode in commercio e falso in atto pubblico, un imprenditore palermitano di 82 anni e una società. Il provvedimento è stato eseguito nei magazzini di grossisti e venditori al dettaglio di tutta Italia con la collaborazione delle Fiamme gialle di Calabria, Campania, Puglia, Lombardia, Sardegna e Toscana.
Le indagini sono state eseguite sull’asse Sicilia-Calabria perché è a Palermo la società importatrice, ma è Gioia Tauro che i motocicli elettrici arrivano dalla Cina, radicando la titolarità dell’inchiesta alla Procura di Palmi. Nel decreto di sequestro la Gip di Palmi, Jessica Dimartino, spiega il provvedimento anche con «il rischio evidente alla salute e alla sicurezza degli utilizzatori del prodotto non conforme alle normative di settore». Le indagini condotte dai finanzieri del primo nucleo Operativo metropolitano del gruppo di Palermo, con l’ausilio del gruppo di Gioia Tauro, hanno interessato l’82enne imprenditore palermitano e la documentazione presentata che attestava la presunta conformità ai requisiti di sicurezza delle e-bike importate dalla Cina.

