Ebola, cos’è, quali sono i sintomi?

La malattia da virus Ebola (EVD), è una malattia rara ma grave negli esseri umani , spesso fatale. E’ causata da un virus ad RNA appartenente al genere Orthoebolavirus della famiglia Filoviridae (filovirus).

Ad oggi sono state identificate sei specie di Orthoebolavirus, tre delle quali sono note per aver causato grandi epidemie:

  • virus Ebola (EBOV) causa la malattia da virus Ebola (EVD)
  • virus del Sudan (SUDV) che causa la malattia da virus del Sudan (SVD)
  • virus Bundibugyo (BDBV) che causa la malattia da virus Bundibugyo (BVD).

La malattia di Ebola si è manifestata per la prima volta nel 1976 con due focolai simultanei: un focolaio di malattia da virus Sudan a Nzara, nell’attuale Sud Sudan, e un altro focolaio di malattia da virus Ebola a Yambuku, nell’attuale Repubblica Democratica del Congo. Quest’ultimo si è verificato in un villaggio vicino al fiume Ebola, da cui la malattia prende il nome.

Il 16 maggio 2026 l’Oms ha dichiarato un’emergenza di sanità pubblica di rilevanza internazionale (PHEIC) in relazione a un focolaio di malattia da Virus Ebola causata dal virus Bundibugyo (BVD) segnalato nella Repubblica Democratica del Congo e in Uganda.

Il 29 maggio 2026, pur considerando il basso rischio di infezione da malattia da virus Ebola sul territorio nazionale, il Ministro della Salute, nel principio di massima precauzione, ha firmato un’ordinanza con indicazioni ai viaggiatori e agli operatori dei vettori aerei e marittimi relativa alle aree interessate dal focolaio.

Il provvedimento si integra con la circolare operativa per l’attuazione dell’ordinanza emanata il 29 maggio 2026 e con le altre misure di sorveglianza sanitaria e prevenzione per tutelare la salute pubblica approvate dal Ministero della Salute in seguito alla dichiarazione di emergenza di sanità pubblica internazionale.

Sebbene esistano vaccini e terapie autorizzati per la malattia da virus Ebola, non esiste alcun vaccino o trattamento approvato per altre forme di Ebola, come la SVD o la BVD. Sono in fase di sviluppo potenziali prodotti.

Un’assistenza intensiva precoce, che includa la reidratazione e il trattamento di sintomi specifici, può migliorare le probabilità di sopravvivenza. Richiedere assistenza tempestiva può salvare la vita.

La malattia da virus Ebola (in inglese Ebolavirus diseaseEVD), precedentemente conosciuta come febbre emorragica virale Ebola (Ebola haemorrhagic feverEHF) è una febbre emorragica degli esseri umani e di altri primati causata da Orthoebolavirus ed identificata per la prima volta nella Repubblica Democratica del Congo. La malattia, in genere, si sviluppa attraverso focolai epidemici che interessano regioni tropicali dell’Africa sub-sahariana. A causa della carenza di strumentazione adeguata e di protocolli igienico-sanitari appropriati le epidemie scoppiano più facilmente nelle aree più povere ed isolate prive di ospedali moderni e di personale qualificato, avendo così modo di propagarsi rapidamente.

La via di contaminazione del virus verso la comunità umana è il contatto con sangue o fluidi corporei di un animale infetto, comunemente le scimmie o i pipistrelli della frutta. Le volpi volanti sono invece portatrici sane.

I sintomi della malattia si manifestano improvvisamente da due giorni a tre settimane dopo aver contratto il virus: il primo sintomo a comparire è un dolore improvviso forte ad una o entrambe le orecchie, dolore che dopo un paio di giorni si tramuta in febbre con un valore minimo di 38,8 °C insieme a:

A questi primi sintomi fanno in genere seguito nausea violentavomito e diarrea di sangue, unitamente a segni di alterazione della funzionalità epatica e renale. In questa fase della malattia, alcune persone possono cominciare a presentare gravi emorragie che si possono manifestare verso l’esterno (emorragie esterne), oppure interessare organi interni (emorragie interne). Il rischio di morte tra le persone infette è estremamente alto (fino al 90/95%).

Una volta avvenuta l’infezione umana, la malattia si diffonde per contagio attraverso gli altri esseri umani. Coloro che sopravvivono alla malattia possono essere in grado di trasmettere il virus attraverso lo sperma per quasi due mesi e, comunque, presentare gravi problemi di salute.

La diagnosi richiede l’esclusione di altre malattie caratterizzate da sintomi simili come la malaria, il colera e altre febbri emorragiche virali o batteriche. Per confermare la diagnosi i campioni di sangue del caso sospetto vengono testati con la ricerca di anticorpi anti-virus, RNA virale o del virus stesso.

Non esiste una terapia o farmaci specifici atti a combattere la malattia: questa può resistere a qualsiasi trattamento tradizionale o innovativo. Il trattamento dei pazienti affetti è sostanzialmente un trattamento di supporto che comprende un’adeguata reidratazione orale (semplice acqua leggermente zuccherata e addizionata di una modica quantità di sale) o l’infusione di fluidi per via endovenosa. Ad ogni caso, come detto, il rischio che il virus provochi emorragie fatali resta percentualmente elevato.

 

 

(Fonti: www.salute.gov.it, wikipedia)

Da Nicola Gallo

Partenopeo, diploma di Maturità Classica (Lic.Stat. G.B.Vico), Laurea in Scienze Politiche conseguita presso l'Università degli Studi di Napoli Federico II. Frequentazione parziale di Belle Arti. "Per aspera ad Astra, ad Astra ad Infinitum". Informare è un dovere, è un diritto. Informare ed essere informati, per il bene di tutti.