Oggi, 30 luglio, è la giornata mondiale contro la tratta di esseri umani, istituita dall’Assemblea generale dell’Onu nel 2013 per contrastare questo fenomeno che riguarda tutto il mondo, sia i Paesi di origine, sia di transito o di destinazione delle vittime. Stando alle ultime ricerche, sono circa 9.500 le vittime di tratta identificate nel 2024 negli Stati membri dell’Unione europea, mentre in Italia i dati relativi al 2025 ci dicono che le segnalazioni sono state 3444.

In occasione della giornata mondiale, Save the Children diffonde i dati nazionali e globali per fare un quadro generale e per sapere il numero di minori colpiti. Le cifre ufficiali su questo fenomeno sono però sottostimate. Sui quasi 10mila casi individuati in Ue e concentrati per lo più in Francia e in Italia, seguite da Paesi Bassi e Germania, i minorenni rappresentano il 16% del totale. Parliamo di 1555 vittime sotto i 18 anni, un numero in aumento rispetto al 2023 quando le vittime minorenni si fermavano 12,8% (1.358 bambine, bambini e adolescenti). Nella grande maggioranza dei casi, ovvero quasi l’80%, si tratta di bambine e ragazze, in totale 1.194. Tra i minori il maggior numero di identificazioni si riscontra in Francia, con 488 casi, seguita da Romania con 333 casi e Germania con 230 casi.
A livello internazionale, nel 2025 l’Ufficio delle Nazioni Unite contro la droga e il crimine ha avviato 250 fascicoli di indagine sul traffico di esseri umani e sul traffico di migranti da parte di esperti formati, come si legge nel report “2025 A YEAR IN REVIEW”.
Stando agli ultimi dati disponibili relativi al 2022 e diffusi nell’analisi di quest’anno di Save the children risulta minorenne più di una vittima di tratta su 3 (il 38% del totale delle 68.836 persone coinvolte per cui è stata rilevata l’età, cioè oltre 26mila bambini e adolescenti) nel mondo, ma potremmo trovarci di fronte a numeri al ribasso rispetto alla reale entità.

Negli ultimi anni il fenomeno ha cambiato forma, assumendo, come spiegato da Antonella Inverno, Responsabile Ricerca e Analisi di Save the Children, “una dimensione sempre più complessa e dinamica, alimentata da crisi globali interconnesse, quali i conflitti armati, le emergenze ambientali, l’acuirsi delle disuguaglianze economico-sociali e le migrazioni forzate, che rendono molti minori estremamente vulnerabili”. Si è aggiunto inoltre un nuovo fattore di rischio rappresentato dal web. “Ogni anno milioni di bambine, bambini e adolescenti vengono coinvolti in forme diverse di abuso e le tecnologie digitali, inclusa l’AI, stanno modificando profondamente le modalità di adescamento, reclutamento, sfruttamento e controllo dei minori, rendendo questi fenomeni più invisibili e pervasivi”, ha aggiunto Antonella Inverno.
Un essere umano non può (e non deve) possedere un altro essere umano.
(Fonte: Sky tg24)

