Il ventenne Leonardo Nicolazza soccorre un settantenne sull’autobus diretto a Punta Sabbioni: «Ho fatto solo il mio dovere».
Un’espressione improvvisamente assente, la testa piegata all’indietro e pochi secondi per capire che quell’uomo aveva bisogno di aiuto. Leonardo Nicolazza, bagnino di salvataggio di appena vent’anni, non ha esitato: ha raggiunto il passeggero, lo ha fatto distendere e ha messo in pratica le procedure d’emergenza imparate durante i corsi di formazione.
Il malore si è verificato nella mattinata di giovedì 30 luglio a bordo di un autobus di linea Atvo partito dall’autostazione di Jesolo e diretto a Punta Sabbioni. La corsa era iniziata alle 6.15 e l’allarme è scattato poco prima dell’arrivo nel centro di Cavallino-Treporti, in provincia di Venezia.
Il passeggero soccorso è un settantenne residente a Jesolo. Il giovane bagnino stava invece andando al lavoro per iniziare il proprio turno alle 7 in una struttura del litorale. Quando si è accorto del malore, ha chiesto la collaborazione degli altri viaggiatori e ha assistito l’uomo nell’attesa dell’arrivo dei sanitari.
Un gesto eroico
Leonardo Nicolazza, mestrino, compirà vent’anni a settembre e lavora da tre stagioni come bagnino di salvataggio per la società Linea di Costa, impegnata nel servizio di sicurezza acquatica in alcuni campeggi della zona.
Quella mattina era in piedi nella parte centrale dell’autobus. Attorno a lui c’erano diversi giovani che rientravano dopo una serata trascorsa fuori. Il viaggio stava procedendo normalmente quando il ventenne ha notato qualcosa di strano nel comportamento di un passeggero.
«Ero in piedi a metà dell’autobus – racconta Leonardo – quando ho visto l’uomo assumere un’espressione strana e piegare la testa all’indietro in una posizione innaturale. Ho capito subito che c’era qualcosa che non andava».
Il settantenne aveva perso conoscenza e iniziava a perdere molta saliva dalla bocca. La donna che viaggiava insieme a lui provava a farlo reagire, toccandogli il volto e chiamandolo.
A quel punto il bagnino si è avvicinato e ha assunto la gestione del primo soccorso. Ha chiesto agli altri passeggeri di aiutarlo a distendere l’uomo e a liberare lo spazio necessario per intervenire.
«L’abbiamo disteso e gli abbiamo sollevato le gambe – prosegue il racconto del bagnino ventenne – e ho controllato che respirasse».
Dopo avere verificato la presenza del respiro, il giovane ha sistemato il settantenne in una posizione utile a mantenerne libere le vie respiratorie e ha continuato a controllarne le condizioni.
Nervi d’acciaio e cuore d’oro
L’intervento è avvenuto in pochi istanti, mentre l’autobus si trovava in prossimità del centro di Cavallino. La preparazione acquisita durante i corsi di salvataggio ha consentito a Leonardo Nicolazza di riconoscere rapidamente i segnali del malore e di agire senza farsi bloccare dalla tensione.
Il ventenne ha applicato le procedure di primo soccorso apprese per il lavoro sulla spiaggia, adattandole a una situazione completamente diversa. Invece di trovarsi davanti a un bagnante in difficoltà, ha dovuto assistere un uomo privo di conoscenza all’interno di un mezzo pubblico.
La priorità è stata verificare la respirazione del settantenne e impedire che la posizione del corpo potesse aggravare la situazione. Gli altri passeggeri hanno seguito le indicazioni del giovane e collaborato nelle fasi iniziali dell’intervento.
Nel frattempo è stato richiesto l’arrivo dei soccorsi. Leonardo Nicolazza è rimasto accanto all’uomo, continuando a controllarne le condizioni fino all’affidamento al personale sanitario.
Un eroe umile
Il comportamento del giovane ha suscitato l’apprezzamento delle persone presenti e dei colleghi che hanno successivamente appreso quanto accaduto. Il bagnino, però, ha respinto la definizione di eroe, spiegando di avere agito secondo quanto previsto dalla propria preparazione.
«Eroe? Ho fatto solo il mio dovere, ho pensato solo ad aiutare quella persona», ha dichiarato il ventenne ricostruendo quei momenti.
Il settantenne è stato quindi affidato ai sanitari intervenuti dopo la richiesta di aiuto.
Dopo il soccorso, Leonardo Nicolazza ha proseguito la propria giornata lavorativa, definendo il suo gesto una conseguenza naturale della formazione ricevuta come bagnino di salvataggio.
Bravo, ragazzo!
(Fonte: Baritalianews)

