L’AIEA: tonnellate di uranio sfuggite al controllo: che fine hanno fatto?

Tra il 2000 e il 2024 sarebbero state prodotte tra le 2.000 e le 5.000 tonnellate di uranio che sono sfuggite ai controlli dell’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica (AIEA): provengono dai processi di estrazione del cobalto nella Repubblica Democratica del Congo. A dirlo è lo studio guidato da Ryan Manzuk, dell’Università del Wisconsin-Madison e dell’Università di Princeton, pubblicato sulla rivista Nature Communications, che sottolinea che il materiale – sufficiente a produrre fino a 1.500 armi nucleari – potrebbe essere stato esportato oppure essere andato in gran parte disperso nell’ambiente. L’estrazione e la lavorazione dell’uranio, elemento fondamentale sia per la produzione di armi che di energia nei reattori nucleari è strettamente monitorato dall’Aiea ma lo studio realizzato dai ricercatori americani in collaborazione con giornalisti di Lighthouse Reports e del Financial Times indica che una parte della produzione di uranio sia per anni sfuggita ai radar dell’agenzia. Si tratta in particolare dell’uranio che viene estratto nelle miniere di cobalto, uno dei materiali chiave per la produzione delle batterie al litio e che dall’Africa viene esportato in particolare in Cina.

Che fine ha fatto questo uranio, anzi, che fine ci farà fare?

 

 

 

(Fonte: ANSA)

Da Nicola Gallo

Partenopeo, diploma di Maturità Classica (Lic.Stat. G.B.Vico), Laurea in Scienze Politiche conseguita presso l'Università degli Studi di Napoli Federico II. Frequentazione parziale di Belle Arti. "Per aspera ad Astra, ad Astra ad Infinitum". Informare è un dovere, è un diritto. Informare ed essere informati, per il bene di tutti.