Al Quirinale oggi è il giorno della cerimonia del Ventaglio, il tradizionale appuntamento con la stampa parlamentare prima della pausa estiva. E Sergio Mattarella affronta molti dei principali nodi di attualità interna e internazionale. E’attento, il capo dello Stato, nell’esprimere giudizi politici, dall’infilarsi nel botta e risposta all’ordibe del giorno tra maggioranza e opposizione. Ma fissa una serie paletti. Sull’Europa. Sull’esplosione di violenza No Tav “inaccettabile” in val di Susa. Sull’immigrazione da governare accantonando “la logica dell’emergenza”.
“In una società civilmente ordinata, rassicurante per i cittadini – avverte Mattarella – i comportamenti individuali devono rispettare le regole comuni, quelle della legge”. Non può avvenire il contrario. “Se invece si capovolgesse questo principio e si pensasse che le regole della legge debbano adattarsi ai comportamenti individuali, occasionali, cambiando il proprio contenuto di volta in volta, di caso in caso, non si rafforza la sicurezza ma si decide l’abdicazione dello Stato”.
Non possono essere le leggi a cambiare di volta in volta in base al singolo fatto di cronaca. Verrebbe meno uno dei principi fondamentali della democrazia. Sarebbe – per dirla con le parole del presidente – “l’abdicazione dello Stato”.
È il passaggio più importante di un discorso che contiene molti altri punti di riflessione. A cominciare dalla condanna delle violenze No Tav in Val di Susa. “La violenza è un virus letale per la democrazia e per la vita sociale”, avvisa. E “aggredisce la Costituzione chi la pratica, chi la predica, chi la giustifica”.
Non è accettabile il “fai da te”, il “liberi tutti rispetto all’azione dei poteri pubblici”. E soprattutto “non è accettabile alcuna esitazione né circospezione nel condannare e contrastare simili comportamenti aggressivi”. Messaggio che pare indirizzato stavolta a sinistra, anche a chi come Elly Schlein ha atteso 48 ore per prendere pubblicamente le distanze dalle violenze dei black bloc.
Tra i tanti appelli c’è poi quello sull’emergenza immigrazione. Mattarella cita Papa Leone: occorre rifiutare la logica dell’emergenza e governare il fenomeno. Poi rivolge un altro richiamo, alla fuga dei giovani: “E’ comprensibile e opportuno – rimarca- dedicare attenzione alle modalità e ai problemi connessi a chi arriva nel nostro Paese. Mi auguro che almeno una parte di questa attenzione sia riversata anche a chi parte: ai numerosi nostri giovani che si trasferiscono all’estero non per scelta ma per necessità”.
Più si avvicinano le elezioni, più il lavoro di Mattarella comporta diversi oneri.
(Fonte: IlMattino)

