Le spiagge dello sbarco in Normandia diventano Patrimonio Unesco

RENNES, 26 LUG – Le spiagge della Normandia su cui gli alleati anglo-americani sbarcarono nel D-Day il 6 giugno del 1944 sono state iscritte dall’Unesco nel Patrimonio mondiale dell’Umanità. Lo rende noto la stessa agenzia dell’Ou per il patrimonio culturale.

Si tratta della realizzazione di un progetto avviato quasi 20 anni fa, durante una riunione dell’agenzia delle Nazioni Unite in Corea del Sud. Estendendosi per poco più di 80 chilometri di costa tra i dipartimenti della Manica e del Calvados, nella Francia nord-occidentale, le spiagge dello sbarco del 6 giugno 1944 furono teatro di una battaglia decisiva per liberare l’Europa dal nazismo e porre fine alla Seconda Guerra Mondiale. Queste spiagge “sono direttamente e materialmente associate agli sbarchi (…) che hanno giocato un ruolo decisivo nella liberazione dell’Europa occidentale dall’occupazione nazista”, ha ricordato un rappresentante del Consiglio Internazionale dei Monumenti e dei Siti (Icomos) dell’Unesco durante la sessione a Busan, in Corea del Sud.

Questo gruppo di siti “commemora simbolicamente l’immenso sacrificio umano compiuto per rovesciare un’occupazione autoritaria profondamente radicata in Europa”, ha proseguito. La candidatura comprendeva le cinque spiagge dello sbarco in Normandia, note con i nomi in codice Utah, Omaha, Gold, Juno e Sword, nonché Pointe du Hoc, teatro di battaglie decisive, la batteria di artiglieria tedesca di Longues-sur-Mer e il porto artificiale di Arromanches-les-Bains, noto come Port Mulberry, composto da enormi cassoni di cemento fabbricati in Inghilterra per facilitare la logistica alleata. Numerosi cimiteri e monumenti militari sono associati al sito.

Quanti soldati sono morti nel D-Day?

L’Operazione Overlord, nome in codice dello sbarco in Normandia, ha coinvolto 5.000 navi, 13.000 aerei e 2 milioni di soldati.

Il bilancio delle vittime fu spaventoso:

  • 10.300 vittime (2.500 morti) per gli Alleati:
  • 6.600 americani (di cui 1.465 morti, 3.184 feriti, 1.928 dispersi e 26 prigionieri),
  • circa 2.750 britannici,
  • quasi 1.000 canadesi (di cui 359 morti).

Ricerche più recenti e accurate sulle singole vittime del D-Day hanno alzato il totale dei morti, portandolo a circa 4.400 fra gli Alleati (2.500 morti americani e 1.900 morti fra britannici e canadesi).

Questa campagna militare, che ha cambiato il corso della Seconda Guerra Mondiale e il destino dell’Europa intera, è stata la più grande operazione militare mai realizzata.

(Fonte: ANSA)

Da Nicola Gallo

Partenopeo, diploma di Maturità Classica (Lic.Stat. G.B.Vico), Laurea in Scienze Politiche conseguita presso l'Università degli Studi di Napoli Federico II. Frequentazione parziale di Belle Arti. "Per aspera ad Astra, ad Astra ad Infinitum". Informare è un dovere, è un diritto. Informare ed essere informati, per il bene di tutti.