Entra nella clinica dove è ricoverata la moglie, la uccide poi si spara

Tragedia della disperazione: un uomo di 80 anni ha sparato alla moglie gravemente malata prima di togliersi la vita.

È entrato nella casa di cura come era solito fare, apparentemente per trascorrere qualche momento accanto alla moglie ricoverata. Pochi minuti dopo, all’interno della struttura sanitaria di Cunardo, in provincia di Varese, sono stati esplosi due colpi di pistola. L’uomo avrebbe prima ucciso la compagna, gravemente ammalata e costretta a letto, per poi rivolgere l’arma contro sé stesso.

Le vittime sono due coniugi di circa 80 anni, residenti nel territorio del Luinese. La tragedia si è consumata venerdì 25 luglio all’interno della camera nella quale la donna era ricoverata da tempo a causa delle sue condizioni di salute particolarmente critiche.

L’uomo avrebbe portato con sé una pistola di piccolo calibro, che risulterebbe regolarmente detenuta.

Una volta raggiunta la stanza della moglie, avrebbe estratto l’arma e fatto fuoco contro la donna, che era immobile nel letto. Subito dopo avrebbe rivolto la stessa pistola contro sé stesso, esplodendo un secondo colpo.

Il rumore degli spari ha richiamato immediatamente l’attenzione degli operatori della struttura. Il personale sanitario è intervenuto nella camera e ha tentato di prestare soccorso ai due coniugi, ma inutilmente. Entrambi sono morti istantaneamente.

Nella casa di cura sono quindi giunti i carabinieri, che hanno isolato l’area e avviato gli accertamenti necessari per ricostruire la dinamica del fatto.
L’arma è stata recuperata e posta sotto sequestro, mentre sono iniziate le verifiche sulla sua provenienza e sulla regolarità della detenzione.

I coniugi erano molto legati, indagini sul movente

Dalle prime informazioni emerse, marito e moglie sarebbero stati molto legati. La donna era ricoverata da tempo e le sue condizioni di salute venivano descritte come estremamente gravi. L’uomo, secondo quanto riferito, andava frequentemente a trovarla nella struttura di Cunardo.

Tra le ipotesi prese in considerazione dagli investigatori c’è quella secondo cui l’anziano possa aver maturato il gesto di porre fine alla sofferenza della moglie. Si tratta, però, soltanto di una possibile chiave di lettura che dovrà essere verificata attraverso le indagini.

Al momento non ci sono messaggi o dichiarazioni che possano spiegare la decisione dell’uomo. Si dovrà accertare se il gesto sia stato pianificato in precedenza oppure se sia stato “d’impeto” durante la visita.

Gli accertamenti dei carabinieri nella clinica

Le indagini sono state affidate ai carabinieri della Compagnia di Luino, affiancati dai militari del Nucleo investigativo. Gli uomini dell’Arma hanno raccolto le prime testimonianze del personale sanitario e delle persone presenti nella struttura al momento degli spari.

Gli accertamenti dovranno far luce sulla dinamica degli eventi, il numero dei colpi esplosi e le modalità con cui l’uomo è riuscito a introdurre la pistola nella casa di cura. Saranno inoltre esaminate eventuali immagini delle telecamere di sorveglianza interne ed esterne alla struttura.

La vicenda ha provocato profondo sgomento nella comunità di Cunardo e nel territorio del Luinese, dove i due coniugi vivevano. La notizia si è diffusa rapidamente nella serata di venerdì.

E’ l’ennesima vicenda in cui sono protagonisti una patologia incurabile, la disperazione del coniuge e un’arma da fuoco,

(Fonte: baritalianews.it)

Da Nicola Gallo

Partenopeo, diploma di Maturità Classica (Lic.Stat. G.B.Vico), Laurea in Scienze Politiche conseguita presso l'Università degli Studi di Napoli Federico II. Frequentazione parziale di Belle Arti. "Per aspera ad Astra, ad Astra ad Infinitum". Informare è un dovere, è un diritto. Informare ed essere informati, per il bene di tutti.