La Guardia di Finanza ha sequestrato 12 lingotti d’oro all’aeroporto di Fiumicino

12 lingotti d’oro da oltre 8 milioni di euro: due fermati.

La Guardia di Finanza di Roma, insieme ai funzionari dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, ha sequestrato oro da investimento per un valore milionario all’aeroporto “Leonardo da Vinci” di Fiumicino.

L’operazione è scattata nell’ambito dei controlli sui flussi di passeggeri in arrivo nello scalo romano. Le Fiamme Gialle del Gruppo di Fiumicino e il personale dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli hanno individuato, all’interno dei bagagli di due viaggiatori provenienti dalla Spagna, un ingente quantitativo del metallo prezioso privo della necessaria documentazione doganale.

Gli accertamenti hanno permesso di recuperare 12 lingotti di oro puro, con un peso complessivo superiore ai 62 chilogrammi e un valore stimato di oltre 8 milioni di euro.

Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, l’oro sarebbe stato introdotto nel territorio italiano senza la necessaria dichiarazione richiesta dalla normativa vigente per il trasferimento transfrontaliero di beni di valore.

Il sequestro è stato eseguito sulla base delle disposizioni introdotte dal Decreto Legislativo n. 211 del 2024, che ha recepito nell’ordinamento italiano il regolamento europeo sui controlli relativi al denaro contante in entrata e uscita dall’Unione Europea.

La normativa ha ampliato la definizione di “contante”, includendo anche l’oro da investimento e l’oro ad alta purezza destinato alla fusione o alla lavorazione industriale. Per questi trasferimenti è obbligatoria una specifica dichiarazione doganale prima del passaggio dei confini nazionali.

Considerato il mancato rispetto degli obblighi previsti e il superamento della soglia di libera circolazione fissata a 10mila euro, è stato applicato il regime sanzionatorio previsto dal Decreto Legislativo n. 195 del 2008.

In dettaglio, la legge prevede il sequestro amministrativo dei valori trasportati come garanzia per il pagamento della sanzione pecuniaria. Nel caso specifico, il valore dell’oro sottoposto a sequestro supera i 2,2 milioni di euro.

L’intervento rientra nelle attività istituzionali della Guardia di Finanza e dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli finalizzate al controllo dei movimenti di capitali e beni di elevato valore.

L’azione di controllo punta a garantire la trasparenza dei flussi finanziari, contrastare eventuali fenomeni di riciclaggio e assicurare che il trasferimento di patrimoni avvenga attraverso canali regolari e tracciabili, a tutela della legalità economica.
Questo episodio dimostra quanto questo minerale, assieme ai diamanti, sia la merce di scambio e di valore sempre gettonata, soprattutto per affari loschi non rintracciabili.

Un plauso agli agenti e al personale addetto per questa scoperta.

 

 

(Fonte: Statoquotidiano.it)

Da Nicola Gallo

Partenopeo, diploma di Maturità Classica (Lic.Stat. G.B.Vico), Laurea in Scienze Politiche conseguita presso l'Università degli Studi di Napoli Federico II. Frequentazione parziale di Belle Arti. "Per aspera ad Astra, ad Astra ad Infinitum". Informare è un dovere, è un diritto. Informare ed essere informati, per il bene di tutti.