Si aprono i cancelli del carcere per Mario Roggero. Per la Cassazione non è stata legittima difesa quella del gioielliere di Grinzane Cavour, che il 28 aprile del 2021 ha ucciso a colpi di pistola due rapinatori, e ferito un terzo, durante un’irruzione nel suo negozio in provincia di Cuneo. Anche se i malviventi, a volto coperto, lo hanno minacciato insieme a moglie e figlia con un coltello e una pistola che solo in un secondo momento si è rivelata essere finta.
I giudici della Suprema Corte hanno rigettato il ricorso contro la sentenza della Corte d’Assise d’Appello di Torino che aveva ridotto la pena da 17 anni a 14 anni e 9 mesi di reclusione, confermando però la sua responsabilità per omicidio volontario e tentato omicidio.
Il 72enne aveva già subito diverse rapine e ha sempre sostenuto di avere agito per proteggere se stesso e la sua famiglia, diventando negli anni uno dei casi simbolo del dibattito sulla legittima difesa, tra appelli sui social e raccolte di denaro per sostenere le spese legali e pagare 480mila euro di provvisionali alle vittime.
Ma i giudici – come del resto i colleghi di primo e secondo grado – non hanno ritenuto ci fossero le condizioni per escludere la punibilità come previsto dalla riforma del 2019 della legge nei casi in cui l’eccesso avviene in condizioni di minorata difesa o grave turbamento per la situazione di pericolo in atto, evidentemente per i fatto che il gioielliere inseguì e sparò ai rapinatori mentre stavano già fuggendo dal negozio, ad azione conclusa, quando il pericolo era ormai cessato. L’azione di Roggero è stata quindi considerata sproporzionata perché mancava l’attualità del pericolo.
«I giudici non hanno avuto coraggio», il primo commento a caldo del gioielliere, che ha passato gli ultimi momenti con i familiari prima di costituirsi in carcere. «È finita, hanno voluto darmi l’ergastolo. Ringrazio tutti coloro che mi sono stati vicino, adesso dovrò passarvi il testimone per portare avanti una legge che sia veramente contro le ingiustizie e contro la criminalità, sempre più dilagante», scrive sui social in serata. Sorpresi e delusi i suoi legali, Stefano Marcolini e Sergio Rovani: «Il ricorso era estremamente articolato, ritenevamo che ci fossero buone speranze di ottenere una sentenza favorevole». Ora aspettano le motivazioni, ma già pensano a ricorrere alla Corte Europea dei diritti dell’uomo di Strasburgo. «Roggero è rimasto molto male, è profondamente deluso, è arrabbiato, ma l’umore non è di chi piange o frigna, anzi, l’ho sentito combattivo, vittima di un’ingiustizia passata in giudicato, ma pur sempre un’ingiustizia», spiega Marcolini. Non era la prima volta che il 72enne si trovava con una pistola puntata in faccia, quindi quando i tre malviventi sono entrati nella sua gioielleria, minacciando anche sua moglie e sua figlia, ha reagito. Dopo essersi impossessati di gioielli e denaro, i rapinatori sono usciti dal retro per raggiungere l’auto utilizzata per scappare. Le telecamere di videosorveglianza hanno ripreso i drammatici istanti: il gioielliere ha afferrato il revolver custodito sotto il registratore di cassa, ha inseguito i rapinatori e ha sparato mentre tentavano la fuga.
Il Ministro dei trasporti Matteo Salvini, da sempre a favore del Sig. Roggero, ha annunciato che chiederà l’intervento del presidente della Repubblica Mattarella per la grazia.
(Fonte: IlGiornale)

