Fermo preventivo esteso anche ai minorenni, i cosiddetti “maranza”, per condotte pericolose nei luoghi della movida. Primo tra tutti il divieto di aggregazione per contrastare la violenza delle bande giovanili e reclusione fino a 5 anni, più multe di 15mila euro in caso di danneggiamenti di gruppo. E’ questa la nuova stretta anti-maranza del governo con il Consiglio dei ministri che ha dato il via libera al nuovo disegno di legge sulla sicurezza.

“Ieri il governo ha approvato un nuovo disegno di legge sulla sicurezza e il messaggio che vogliamo ribadire è semplice e chiaro: lo Stato sta dalla parte di chi rispetta le regole. In questi anni noi abbiamo affrontato la criminalità minorile con norme coraggiose, dalla custodia cautelare in carcere anche per i minorenni che fanno uso di armi, fino alle misure severe contro l’uso dei coltelli tra i più giovani. Ora aggiungiamo un ulteriore tassello, per contrastare quei fenomeni di violenza di gruppo che stanno coinvolgendo sempre più spesso anche i minorenni”. Così il presidente del Consiglio Giorgia Meloni in un video sui social media. “È, per esempio, quello che è accaduto pochi giorni fa al Colosseo, dove gruppi di ragazzi hanno assaltato le volanti delle forze dell’ordine e provocato gravi disordini. Sono fenomeni che vogliamo stroncare. Per questo, con le nuove norme, introduciamo misure di buon senso. Se hai precedenti penali e decidi di organizzarti in gruppo per commettere atti di violenza, il questore può vietarti di stare insieme alle persone con cui delinqui. Se violi quel divieto, è prevista la reclusione. Se partecipi a un danneggiamento di gruppo, rischi fino a cinque anni di carcere con la possibilità di arresto anche in flagranza differita. E poi, chi ha tenuto comportamenti aggressivi nelle aree della movida, potrà essere identificato e trattenuto fino a dodici ore per impedire che torni a creare problemi. Uno strumento che ha già dimostrato di funzionare contro i manifestanti violenti. Poi c’è una novità che riguarda un tema al quale teniamo particolarmente. Finora in Italia, noi abbiamo assistito a un paradosso che offende il senso della giustizia. Cittadini onesti, condannati a risarcire, anche con somme molto elevate, con il rischio di perdere il frutto del lavoro di una vita intera, i delinquenti che hanno tentato di rapinarli, perché si sono difesi e perché hanno difeso la propria famiglia. Con questo provvedimento noi mettiamo fine a questa ingiustizia. Chi subisce un danno mentre sta commettendo un reato, non potrà più chiedere un risarcimento in sede civile, indipendentemente dalle eventuali responsabilità penali di chi si è difeso da un’aggressione, da un furto o da una rapina. Il nostro obiettivo resta sempre lo stesso: tutelare i diritti dei cittadini onesti e non le pretese di chi delinque. La sicurezza è e continuerà a essere una priorità di questo governo. Lo avevamo promesso ai cittadini, continuiamo a mantenere quell’impegno giorno dopo giorno”.

Origine e storia del termine “Maranza”

La parola nasce a Milano negli anni Ottanta e Novanta, come regionalismo del linguaggio giovanile delle periferie. L’etimologia non è certa: alcuni la collegano al termine “marocchino” unito a “zanza” (furbo in dialetto milanese), altri la associano al termine lombardo “maranza” o al veneto “marangon” (falegname), usato in senso ironico per indicare persone rozze Negli anni Ottanta e Novanta, il termine indicava i classici tamarri o coatti, ragazzi rozzi e appariscenti, spesso protagonisti di comportamenti esibizionisti (Cit. Treccani)

 

(Fonte: IlGiornale)

Da Nicola Gallo

Partenopeo, diploma di Maturità Classica (Lic.Stat. G.B.Vico), Laurea in Scienze Politiche conseguita presso l'Università degli Studi di Napoli Federico II. Frequentazione parziale di Belle Arti. "Per aspera ad Astra, ad Astra ad Infinitum". Informare è un dovere, è un diritto. Informare ed essere informati, per il bene di tutti.