Calenda Vs. Vannacci: “è fascista vero e proprio…”

“Il linguaggio usato da Vannacci non è postfascista o di estrema destra, è fascista vero e proprio e come tale va trattato. Oggi parla di “badogliani che sparano alla schiena”, ieri di “reti di guerriglia”, un linguaggio non accettabile in una democrazia”. Lo scrive su X il leader di Azione, Carlo Calenda.

“Sono stato sempre molto attento ad usare la parola fascista, ma in questo caso di questo si tratta: un fascista asservito a Putin come i fascisti storici erano asserviti ad Hitler – aggiunge -. Un traditore della patria che ha disonorato la divisa e che va isolato e bloccato da tutte le forze politiche democratiche”.

Non si capisce se Calenda abbia senso dell’humor con sottile ironia o si sia autoelevato a portare del linguaggio politically correct da tenere.

Come si può definire un traditore? Quale parole è adatta e “potabile”?

Volta-gabbana? Infame? Verme? Giuda? Figlio di?

Si, Badoglio, agli occhi di molti, è stato un traditore. Se fossimo in Irlanda, ai tempi del romanzo Dracula di Bram Stoker, potremmo dire,  “renfieldiano”!

Vannacci potrebbe ampliare il suo vocabolario, ma i riferimenti da lui fatti sono miele per le mosche.

Sveglia, Calenda! Il tuo partito si chiama Azione ma tu ispiri letargo comatoso.

 

 

 

(Fonte: ANSA)

Da Nicola Gallo

Partenopeo, diploma di Maturità Classica (Lic.Stat. G.B.Vico), Laurea in Scienze Politiche conseguita presso l'Università degli Studi di Napoli Federico II. Frequentazione parziale di Belle Arti. "Per aspera ad Astra, ad Astra ad Infinitum". Informare è un dovere, è un diritto. Informare ed essere informati, per il bene di tutti.