“Il linguaggio usato da Vannacci non è postfascista o di estrema destra, è fascista vero e proprio e come tale va trattato. Oggi parla di “badogliani che sparano alla schiena”, ieri di “reti di guerriglia”, un linguaggio non accettabile in una democrazia”. Lo scrive su X il leader di Azione, Carlo Calenda.
“Sono stato sempre molto attento ad usare la parola fascista, ma in questo caso di questo si tratta: un fascista asservito a Putin come i fascisti storici erano asserviti ad Hitler – aggiunge -. Un traditore della patria che ha disonorato la divisa e che va isolato e bloccato da tutte le forze politiche democratiche”.
Non si capisce se Calenda abbia senso dell’humor con sottile ironia o si sia autoelevato a portare del linguaggio politically correct da tenere.
Come si può definire un traditore? Quale parole è adatta e “potabile”?
Volta-gabbana? Infame? Verme? Giuda? Figlio di?
Si, Badoglio, agli occhi di molti, è stato un traditore. Se fossimo in Irlanda, ai tempi del romanzo Dracula di Bram Stoker, potremmo dire, “renfieldiano”!
Vannacci potrebbe ampliare il suo vocabolario, ma i riferimenti da lui fatti sono miele per le mosche.
Sveglia, Calenda! Il tuo partito si chiama Azione ma tu ispiri letargo comatoso.
(Fonte: ANSA)

