Milano, rider in sciopero: “No a scelta tra morire di caldo o di fame”

Domani i rider di Milano incroceranno le braccia e saliranno in sella alle biciclette per un corteo che partirà alle 18 e si concluderà in Largo Cairoli. Lo sciopero arriva alla vigilia dell’incontro convocato al ministero con le parti sociali e le piattaforme, ma la protesta va ben oltre l’emergenza caldo: al centro ci sono il modello contrattuale, le retribuzioni e le tutele economiche di chi consegna cibo in città.

A fermarsi saranno soprattutto i fattorini di Glovo e Deliveroo. Non quelli di Just Eat, almeno non formalmente.

La tutela della salute, sostengono i lavoratori, non può tradursi in una perdita di reddito.

Ma il caldo è soltanto una parte della protesta. Sul tavolo ci sono anche le condizioni economiche e contrattuali. “L’impegno di alcune piattaforme ad aumentare le retribuzioni si è sostanzialmente trasformato in un appiattimento di tutte le consegne a 3 euro, a prescindere dalle distanze”, denuncia Andrea Bacchin, di Nidil Cgil Milano, indicando uno dei nodi che alimentano il malcontento. Il problema vero, spiega, è l’inquadramento contrattuale: “La maggior parte dei rider dovrebbe essere assunta come dipendente, mentre può rimanere autonoma soltanto una piccola percentuale di lavoratori realmente occasionali”.

La richiesta è che, in futuro, le organizzazioni dei rider vengano coinvolte prima dell’adozione di provvedimenti che incidono direttamente sul loro lavoro.

Lo sciopero, dichiara la Cgil, nasce dal basso. “Ci aspettiamo una buona adesione. C’è stato un significativo coinvolgimento dei lavoratori e questa è un’iniziativa nata direttamente dalla loro assemblea”, afferma Bacchin.

 Domani la risposta della piazza arriverà in bicicletta. E il messaggio è già scritto: “No alla scelta tra morire di caldo o di fame”.

Più che giusto.

(Fonte: ADNkronos)

Da Nicola Gallo

Partenopeo, diploma di Maturità Classica (Lic.Stat. G.B.Vico), Laurea in Scienze Politiche conseguita presso l'Università degli Studi di Napoli Federico II. Frequentazione parziale di Belle Arti. "Per aspera ad Astra, ad Astra ad Infinitum". Informare è un dovere, è un diritto. Informare ed essere informati, per il bene di tutti.