Si alza la protesta del mondo professionale e imprenditoriale italiano contro la nuova misura
prevista dall’ultima Legge di Bilancio, che dal prossimo 15 giugno introdurrà il blocco dei
pagamenti da parte della Pubblica Amministrazione nei confronti di professionisti e imprese con
pendenze fiscali, anche inferiori ai 5 mila euro.
Tra le realtà più attive nella contestazione del provvedimento vi è l’associazione Aslimitaly, che
nelle ultime settimane ha espresso forte preoccupazione per gli effetti economici e sociali della
norma. L’associazione ritiene infatti che la misura rischi di penalizzare migliaia di lavoratori
autonomi, imprenditori e professionisti che quotidianamente operano in un contesto economico già
fortemente complesso.
Il presidente Alessandro Fucci di Aslimitaly si è schierato apertamente contro quella che definisce
“una riforma sproporzionata e dannosa”, sostenendo la necessità di difendere chi lavora e che
potrebbe trovarsi improvvisamente privato dei compensi dovuti dalla Pubblica Amministrazione per
situazioni debitorie spesso contenute o ancora oggetto di verifica.
Secondo l’associazione, il rischio concreto è quello di creare un sistema che finisca per colpire
indiscriminatamente professionisti e imprese, aggravando ulteriormente le difficoltà economiche di
molte attività italiane. “Bloccare i pagamenti significa mettere in ginocchio lavoratori e famiglie”,
avrebbe dichiarato il presidente Alessandro Fucci, sottolineando come numerose pendenze fiscali
derivino frequentemente da ritardi burocratici, contestazioni aperte o temporanee difficoltà
finanziarie.
L’associazione Aslimitaly evidenzia inoltre come il nuovo meccanismo possa generare un effetto
paradossale: impedire ai professionisti di ricevere i compensi necessari proprio per regolarizzare la
propria posizione fiscale. Una situazione che, secondo l’associazione, rischia di trasformarsi in un
circolo vizioso con pesanti ripercussioni sull’intero tessuto produttivo nazionale.
La battaglia portata avanti dal presidente Fucci punta ora a sensibilizzare istituzioni e opinione
pubblica sugli effetti concreti della riforma, chiedendo una revisione della misura e l’apertura di un
confronto con le categorie coinvolte. Accanto ad Aslimitaly, numerose associazioni italiane e
rappresentanti del mondo imprenditoriale hanno già espresso contrarietà verso una norma ritenuta
eccessivamente penalizzante nei confronti di chi opera regolarmente e contribuisce ogni giorno
all’economia del Paese.
Con l’avvicinarsi della data del 15 giugno, cresce dunque il clima di tensione attorno a una
disposizione che continua a dividere politica, professionisti e associazioni di categoria, mentre il
dibattito pubblico resta aperto sulle conseguenze che la nuova stretta fiscale potrebbe avere sul
futuro di migliaia di lavoratori italiani.
AslimItaly contro la nuova stretta fiscale: “Norma ingiusta che colpisce professionisti e imprenditori”

