Pubblicato nella collana Bompiani Saggistica Italiana, “L’intelligenza delle prede” è un saggio che invita a rileggere il concetto di leadership attraverso la lente della scienza, suggerendo che il futuro potrebbe appartenere non ai più forti, ma a chi saprà costruire equilibri più sostenibili.
In un mondo in cui il successo si misura sulla capacità di imporsi, dominare e vincere, la natura racconta una storia diversa. È da questa riflessione che parte “L’intelligenza delle prede. I poteri dei vulnerabili cambieranno il mondo”, il nuovo saggio di Valter Tucci, pubblicato da Bompiani (pagine 288, euro 18,00).

Direttore del Laboratorio di Genetica ed Epigenetica del Comportamento dell’Istituto Italiano di Tecnologia di Genova, Tucci mette in discussione una delle convinzioni più radicate della cultura contemporanea: l’idea che la forza e il dominio rappresentino il modello naturale della leadership.
Secondo l’autore, per decenni la cultura occidentale ha identificato il leader con chi riesce a imporsi sugli altri. “Una società che scambia la predazione per leadership finisce per premiare non chi sa far durare i sistemi, ma chi sa consumarli più velocemente”, osserva.
Un’ottima lettura che fa riflettere.

