È l’1 % di tutti i mari ma ospita l’8 per cento della biodiversità marina mondiale. Per questo nel 2014 si è deciso di dedicargli una giornata internazionale, l’8 luglio, così da aumentare la sensibilizzazione.
È un mare piccolo ma di valore insostituibile. È poco esteso se paragonato alle distese oceaniche: è l’1% di tutti i mari. Ma è un ecosistema unico, che ospita l’8% della biodiversità marina mondiale. Per questo nel 2014 al Mare Mediterraneo è stata dedicata una Giornata internazionale che cade oggi, mercoledì 8 luglio.

Il Mare Nostrum, come lo chiamarono gli antichi Romani, che da millenni ha rappresentato per decine di civiltà e di popolazioni la maggiore via di comunicazione per i contatti, le migrazioni, gli scambi commerciali e culturali, e che politicamente e geograficamente è stato il baricentro dell’intero sistema delle relazioni internazionali, è dunque anche uno dei 34 hotspot di biodiversità riconosciuti al mondo, ovvero aree con un’eccezionale concentrazione di specie uniche minacciate di estinzione per mano umana.
Comunica con l’Oceano Atlantico attraverso lo Stretto di Gibilterra, con il Mar Nero attraverso lo Stretto dei Dardanelli e il Mar di Marmara, e con il Mar Rosso tramite il Canale di Suez.
Un mare (per ora) in salute
La Giornata è dedicata alla salvaguardia di questo ecosistema minacciato dall’inquinamento e dalla pesca intensiva. Le analisi che il Sistema nazionale per la protezione dell’ambiente ha fatto negli ultimi quattro anni ci dicono che il 94 % delle acque ha, al momento, uno stato di salute eccellente, ossia sono balneabili. Ma l’allerta rimane altissima. Perché la balneabilità non è tutto, ma solo uno degli indicatori della salute degli ecosistemi marini: biodiversità, habitat, qualità dei fondali, microplastiche e cambiamenti climatici sono aspetti altrettanto strategici da monitorare e proteggere.
La missione di Ispra
Ispra sta costruendo un laboratorio (Progetto Marine Ecosystem Restoration) per mappare, restaurare e tutelare questo ecosistema marino così unico e così fragile con lo scopo di custodirne la biodiversità e consegnarla (integra) alle future generazioni.
Tre sono gli obbiettivi: il ripristino e la protezione dei fondali marini, il rafforzamento dei sistemi osservativi marini e costieri e la mappatura degli habitat costieri e marini d’interesse ambientale. C’è un mondo da scoprire in un mare d’acqua. Compresi 79 monti sottomarini che si trovano tra i 200 e i 2000 metri di profondità. Perché anche quella parte di mondo che non vediamo merita di essere protetto e lo sarà attraverso la creazione di un sistema di aree protette marine di alto mare.
La vita sottomarina pullula. Noi diamo per scontato quello che non vediamo, ed è un errore. Ma il mare nasconde tanta vita che nemmeno possiamo immaginare.
Pensateci.
(Fonte: Corriere.it)

