Bimbo dichiarato morto ritrovato vivo nella cella frigorifera dell’obitorio

Era stato dichiarato morto ma era ancora vivo: un bimbo di 3 anni è stato portato in un pronto soccorso dell’Arizona e ritrovato vivo, mentre respirava all’interno della cella frigorifera dell’obitorio, quasi sei ore dopo. È l’incredibile vicenda che ha coinvolto un bambino di 18 mesi, Vincent Lorenzo Fiordilino, sul quale la Procura della Contea di Maricopa e la polizia di Gilbert hanno aperto un’indagine.

Un errore medico assurdo

Come rivelato dai verbali della polizia ottenuti dall’emittente statunitense NBC, l’irreparabile errore medico è stato accompagnato da un duro scontro tra il medico di turno e le forze dell’ordine. Quando infatti un agente lo ha avvertito che il piccolo mostrava ancora segni di attività respiratoria, il dottore ha replicato con arroganza: «Per favore, fate il vostro lavoro e lasciatemi lavorare. Ho studiato medicina per un motivo».

Sono emersi i filmati delle telecamere in dotazione agli agenti, che mostrano il personale di polizia sul posto esprimere preoccupazione per il fatto che il bambino stesse ancora annaspando in cerca d’aria, salvo poi vedersi liquidare dal personale sanitario. Sebbene il bambino sia miracolosamente sopravvissuto e stia ricevendo le cure necessarie, il caso ha dato origine a due distinte indagini.

La polizia di Gilbert ha raccomandato l’incriminazione per reato grave di maltrattamento di minore, ipotizzando che uno stato di alterazione possa aver influito sull’incidente iniziale. Restano interrogativi sugli standard assistenziali e sui processi decisionali adottati presso il Mercy Gilbert Medical Center. Mentre il caso è al vaglio dell’ufficio del Procuratore della Contea di Maricopa, siamo chiamati a riflettere sul punto di incontro tra negligenza medica e responsabilità genitoriale.
Purtroppo una risonanza magnetica ha indicato che il bambino ha subìto danni cerebrali e avrà quindi bisogno di cure a vita.
La dichiarazione dell’amministrazione ospedaliera: “Questa è una situazione straziante. Abbiamo immediatamente condotto una revisione approfondita di tutti gli aspetti dell’assistenza fornita per capire cosa è successo e apportare cambiamenti significativi per rafforzare la nostra cura. Per rispetto della privacy del paziente, non possiamo discutere dettagli. Continuiamo a lavorare con la famiglia e il loro rappresentante. La sicurezza del paziente e l’assistenza eccezionale sono la nostra massima priorità.”
(Fonti: ABCArizona, People, NBC, IlMattino)

Da Nicola Gallo

Partenopeo, diploma di Maturità Classica (Lic.Stat. G.B.Vico), Laurea in Scienze Politiche conseguita presso l'Università degli Studi di Napoli Federico II. Frequentazione parziale di Belle Arti. "Per aspera ad Astra, ad Astra ad Infinitum". Informare è un dovere, è un diritto. Informare ed essere informati, per il bene di tutti.