L’ex campione della scherma Aldo Montano ha rischiato la morte per allergia alla caseina

Montano è allergico alla caseina, in passato ha già avuto episodi simili, e aveva avvisato il locale.

“Quando un paziente sperimenta una reazione di questa portata – spiega l’esperto allergologo Mauro Minelli – non siamo di fronte a un semplice fastidio, ma a una vera e propria emergenza immunitaria sistemica che può mettere a rischio la vita in pochi minuti. Come allergologo, non posso esimermi dall’ evidenziare un dato cruciale: in questo campo, la superficialità e l’informazione fasulla generano confusione e pericoli gravissimi. La competenza non si improvvisa, ma si acquisisce solo attraverso l’esperienza e una rigorosa professionalità. Una professionalità che deve necessariamente tradursi in insegnamento e formazione specifica per chiunque sia chiamato a gestire, preparare e distribuire i pasti al pubblico. Per questo ritengo sia ormai inaccettabile la mancata comprensione, da parte degli operatori del settore alimentare, della differenza scientifica ed enorme che separa un’intolleranza da un’allergia”.

Allergia alla caseina e intolleranza al lattosio:quali differenze?

L’intolleranza al lattosio “è un deficit enzimatico legato all’incapacità di scindere uno zucchero. Si manifesta con disturbi prettamente gastrointestinali, come un mal di pancia o una crisi di diarrea. Fastidiosi, certamente, ma biologicamente mai letali. L’allergia alla caseina è, al contrario, un cortocircuito del sistema immunitario indotto da specifiche strutture proteiche. Le proteine del latte – ricorda lo specialista – sono in grado di attivare dinamiche immunologiche distruttive che uno zucchero non potrà mai generare. Al minimo contatto, anche per cross-contaminazione da stoviglie, le cellule rilasciano una tempesta di mediatori chimici che scatena orticaria, angioedema (gonfiore delle mucose e della glottide), broncospasmo serrato e un crollo della pressione arteriosa noto come choc circolatorio. Quando c’è di mezzo un’allergia, non si tratterà mai di un semplice disturbo intestinale”.

“Se nei bambini questa sensibilità tende frequentemente a risolversi, nell’adulto l’allergia alla caseina diventa una condizione cronica estremamente aggressiva. Il pericolo è amplificato dalla presenza di proteine ‘nascoste’ dall’industria in insaccati o salse come leganti. A oggi, la profilassi – osserva – si basa su un’alimentazione di esclusione totale e sulla notifica tassativa nei contesti di ristorazione, dove una lama contaminata equivale a un rischio biologico reale. Presidio salvavita resta l’adrenalina autoiniettabile, l’unico farmaco in grado di bloccare tempestivamente lo shock. Le moderne frontiere immunologiche – conclude – offrono oggi una via d’uscita attraverso l’Immunoterapia orale (Soti) per innalzare la soglia di tolleranza, strategia resa più sicura da farmaci biologici come l’Omalizumab (anticorpo monoclonale anti-IgE). Ma se la medicina di precisione fornisce oggi strumenti cruciali per proteggere il paziente, la prima e più importante forma di prevenzione rimane la fine della superficialità, sostituita da una profonda competenza e consapevolezza sociale”.

Fare sempre attenzione. Sia per gli alimenti che per le medicine. Il nostro collaboratore, il Dott. Nicola Gallo, nel 2015 rischiò la vita per aver assunto sia cibo che medicine cui era allergico senza saperlo. Conviene sempre fare un test, non si sa mai.

Da ALESSANDRO FUCCI

Tributarista di Esperienza. Esperto in Fisco e Tasse. Classe '77 . Conosciuto per la capacità di risollevare gli imprenditori in difficoltà.