Non c’è più tempo per i rinvii.
Nonostante i ripetuti solleciti e le formali segnalazioni inviate agli organi competenti, la crisi infrastrutturale in Campania ha superato il livello di guardia.
Il quadro che emerge, in particolare nei comuni e nelle zone interne della provincia di Benevento, delinea una situazione di diffuso pericolo pubblico: da un lato strade ridotte a trappole mortali, dall’altro una rete idrica e fognaria ormai al collasso.
Strade colabrodo e l’impennata di incidenti stradali: un bollettino di guerra
I reiterati appelli per la messa in sicurezza delle arterie stradali campane sono rimasti, ad oggi, lettera morta.
La realtà quotidiana per chi si mette alla guida nelle aree interne del Sannio è fatta di buche profonde, dissesti strutturali dell’asfalto (da “lebbra” suggerisce un nostro collaboratore, Nicola Gallo, per l’aspetto inquietante del manto stradale), segnaletica cancellata dal tempo e una totale assenza di manutenzione ordinaria.

Le conseguenze di questo abbandono istituzionale si riflettono drammaticamente sui dati della sicurezza:
Aumento di sinistri: Si registra un incremento preoccupante di incidenti stradali, spesso causati da manovre improvvise per evitare i crateri lunari sull’asfalto o dalla perdita di aderenza dei veicoli.
Danni strutturali ed economici: Oltre al rischio per l’incolumità fisica, i cittadini si trovano a fronteggiare continui danni a pneumatici, sospensioni e cerchioni, con costi di riparazione interamente a carico delle famiglie.
Isolamento dei soccorsi: Le condizioni precarie delle vie di collegamento rallentano persino i mezzi di soccorso ( ambulanze e vigili del fuoco), mettendo a rischio vite umane nei momenti di massima emergenza.
Crisi idrica e fognaria: un rischio igienico-sanitario costante
A questa emergenza si salda il progressivo e inarrestabile deterioramento della rete idrico-fognaria.
Non si tratta più di semplici disservizi passeggeri, ma di una vera e propria crisi strutturale caratterizzata da:
Dispersione dell’acqua in numerosi punti, condizione cui l’intero stivale è afflitto.
Ripetute interruzioni della fornitura a danno degli utenti.
Qualità organolettiche dell’acqua scadenti e assenza di controlli.
L’acqua sgorga spesso torbida.
E’ inaccettabile che nell’anno 2026 quello che è il bene più prezioso, la fonte di vita per eccellenza, l’ACQUA, non solo venga sprecata a causa della noncuranza, ma che sia igienicamente insalubre per colpa di una gestione incoerente, distratta, amministrativamente inetta.
Sarà Acea a gestire il Servizio Idrico Integrato dell’area sannita nei prossimi decenni. La società si è aggiudicata la gara per un affidamento dal valore stimato superiore a 1.000.000.000 di euro (!), con concessione valida fino al 2051. Ci riuscirà?
Forse, per questa cifra, si farebbe prima a importarla in bottiglie dalla Svizzera!

